Acquari, delfinari, zoo
e circhi prigioni per gli animali.
Fonte:
Introduzione: la cattività dei mammiferi
marini
Da Più di cento anni, i mammiferi marini (delfini, orche,
otarie, foche etc.), vengono catturati brutalmente, strappati
al loro gruppo sociale, imprigionati in anguste vasche di cemento. Sono
esibiti in tutto il mondo per divertimento, per "ricerca"
e più recentemente per fantomatici terapeutici contatti. Il
53% degli esemplari catturati muore in cattività entro i primi
tre mesi: in libertà un tursiopi vive fino a quarant'anni
e un'orca oltre gli ottanta anni.
Attualmente, nel mondo vivono circa 1000 cetacei in cattività
(dati forntiti da Ric O'Barry, esperto di mammiferi marini) tra delfini,
orche etc. A questo numero, va aggiunto quello dei cetacei e delle otarie
addestrati ed utilizzati dalle forze militari, principalmente Americane
e Russe, di cui non se ne conosce però l'entità. Questi
animali vengono usati per diverse utilità, anche per portare
mine, o per studiarne l'incredibile idrodinamicità per applicare
gli effetti sulle imbarcazioni militari.
Non tutti sanno che il 65% dei delfini nei parchi o dei delfinari
provengono dalle catture in mare.Numerosi animali provengono dal commercio
illegale, si stima che oltre mille provengano Taiji.
L'origine degli zoo è assai antica. Re e uomini
facoltosi li ostentavano come simbolo di prestigio, forza e potenza.
Esibire animali "feroci" o esotici in gabbia e quindi sottomessi,
rappresentava fin dai tempi degli Egizi, una manifestazione di supremazia
sulla natura e segno di ricchezza.
Come altre forme di violenza, nel corso dei secoli, la
cattività ha vissuto un incremento notevole a causa dello sviluppo
di nuove tecniche di cattura e di trasporto. Molto poco, invece, è
cambiato nella sostanza e negli intenti. Gli zoo sono dei luoghi nei
quali gli animali vengono detenuti ed esibiti a scopi commerciali, oggi
come secoli fa.
Nello scorso secolo (XX) Carl Hagenbeck, architetto Tedesco,
ideò lo zoo senza sbarre. I fossati dividevano, e dividono ancora
oggi, gli animali dai visitatori. Lo zoo di Roma, soprannominato poeticamente
"Bioparco", progettato nel 1907 da Hagenbeck conserva ancora
tali caratteristiche nella triste esposizione dei felini più
grandi, leoni e tigri, a dimostrazione che ben poco è stato modificato,
dallo scorso secolo, sia logisticamente che ideologicamente. La concezione
è infatti la stessa i visitatori hanno l'illusione della
libertà degli animali.
Oggi come allora, negli zoo senza sbarre e negli zoo-safari
si ripropone l'inganno di far credere che gli animali siano liberi,
e che vivano in una condizione simile a quella naturale.
CIRCO
Il circo con gli animali è veramente divertente?
E' naturale per un orso ballare o per delle foche giocare con un pallone?
Oppure per un elefante mantenere il suo peso di diverse tonnellate sulle
sole zampe posteriori? O per dei felini saltare attraverso un cerchio
infuocato, considerato anche il terrore atavico degli animali per questo
elemento? Obiettivamente, crediamo di NO! Invece, evidentemente, i circensi
trovano che tutto ciò sia naturale e normale per gli animali.
Almeno, così affermano quando li si accusa di maltrattare
gli animali. La loro esplicita ipocrisia nel negare gli evidenti maltrattamenti
e prevaricazioni nei confronti degli animali che tengono prigionieri,
non impedisce a chi è un minimo sensibile di vedere la cruda
realtà, dietro una facciata di lustrini e divertimento. Per stravolgere
completamente l'istinto di un animale, si deve necessariamente ricorrere
alla violenza: per far alzare alternativamente le zampe ad un orso si
ricorre a piastre e pungoli elettrici (nel passato a braci ardenti),
per fa "sorridere" un pony lo si punge ripetutamente sul muso
con uno spillone, in modo che durante lo spettacolo si ricordi il dolore
ed esegua l'esercizio.
La stessa circense Liana Orfei sostiene che "la tigre è
pericolosa perché, oltre a essere astuta, è vigliacca.
La tigre ti attacca a tradimento. Mentre il leone in genere è
leale (...). La iena non la domi mai perché non capisce. Puoi
punirla cento volte e lei cento volte ti assale e continua ad assalirti
perché non realizza che così facendo prende botte mentre,
se sta buona, nessuno le fa niente." E ancora, la signora Orfei
afferma che le foche "possono essere ammaestrate solo per fame
e non si possono picchiare perché lo loro pelle, essendo bagnata,
è delicatissima. Ma con un po' di pesce ottieni quello che vuoi".
Anche per insegnare alle tigri a salire sugli sgabelli, si usano la
fame e le botte, continua la signora Orfei: "... poi ricomincia
la storia con la carne finché la belva si rende conto che se
va su riceve dieci-dodici pezzettini di carne, sa va giù la picchiano,
e allora va su."
Tutto questo dopo che l'animale è stato allontanato dal suo
ambiente, nel caso dei cuccioli anche dalla madre, e posto in un luogo
sconosciuto e ostile. A parte gli "spettacoli" e gli esercizi,
gli animali rimangono per il resto del tempo in gabbie anguste, assolutamente
non adatte a soddisfare le più elementari esigenze etologiche,
a volte incatenati (come nel caso degli elefanti), soggetti al caldo
e al freddo. Per molti animali non abituati al lungo inverno europeo,
il freddo rappresenta un vero e proprio tormento. Anche i continui spostamenti
creano gravi disagi, visto che avvengono in condizioni durissime ed
estenuanti per gli animali.
Gli animali selvatici sono fatti per vivere liberi, hanno tutto il
diritto di vivere la loro vita in libertà nella loro terra d'origine,
non hanno commesso alcun crimine che giustifichi la loro prigionia a
vita, il loro maltrattamento, e la loro umiliazione durante gli spettacoli.
Alcuni circhi hanno scelto di non utilizzare più gli animali:
gli australiani "Flyng Fruit", i canadesi "Cirque du
soleil", i francesi "Les Colporteurs", gli americani
"Minimus", "Nuage", "Hiccup" e molti altri,
valorizzando al meglio la bravura dei giocolieri, trapezisti, clown,
comici, mimi, contorsionisti. Questa è la direzione da seguire,
l'unica civile.
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