Il Giappone è noto per la caccia
alle balene ma in realtà un'altro tipo di caccia cruenta
è la caccia ai delfini.
I delfini sono visti come simpatici pesci che nuotano in una vasca,
buoni e divertenti, in grado di meravigliare i bambini con le loro evoluzioni
in acquari che non sono il loro habitat naturale in cui spesso sopperiscono
in seguito a dolorose malattie o per il lavoro che non sono in grado
di sopportare all'interno degli acquari.

Non tutti sanno che il 65% dei delfini nei parchi o dei delfinari provengono
dalle catture in mare.Numerosi animali provengono dal commercio illegale,
si stima che oltre mille provengano Taiji.
Introduzione: la cattività
dei mammiferi marini
Da Più di cento anni, i mammiferi marini (delfini, orche,
otarie, foche etc.), vengono catturati brutalmente, strappati
al loro gruppo sociale, imprigionati in anguste vasche di cemento. Sono
esibiti in tutto il mondo per divertimento, per "ricerca"
e più recentemente per fantomatici terapeutici contatti. Il
53% degli esemplari catturati muore in cattività entro i primi
tre mesi: in libertà un tursiopi vive fino a quarant'anni
e un'orca oltre gli ottanta anni.
Attualmente, nel mondo vivono circa 1000 cetacei in cattività
(dati forntiti da Ric O'Barry, esperto di mammiferi marini) tra delfini,
orche etc. A questo numero, va aggiunto quello dei cetacei e delle otarie
addestrati ed utilizzati dalle forze militari, principalmente Americane
e Russe, di cui non se ne conosce però l'entità. Questi
animali vengono usati per diverse utilità, anche per portare
mine, o per studiarne l'incredibile idrodinamicità per applicare
gli effetti sulle imbarcazioni militari.
MATTANZE DI DELFINI E BALENE
IN GIAPPONE:

Sebbene nellisola di Iki già nel 1980 lo staff di Sea
Shepherd fu in grado di convincere i pescatori che un delfino o una
balena vivi per il whale watching sono molto più redditizi che
da morti, in altri luoghi del paese del Sol Levante la mattanza di cetacei
non si è mai fermata, e oggi ancor più di prima, continua.
Se prima la ragione che portava ad uccidere crudelmente questi mammiferi
marini avanzata dai pescatori, era la competizione nella pesca, ora
il denaro è la ragione primaria per cui i delfini vengono catturati.
Nel branco vengono selezionati gli esemplari giusti per
i delfinari di tutto il mondo e poi barbaramete uccisi i rimanenti.
La carne di delfino viene utilizzata a scopi alimentari umani, nonostante
l´agenzia investigativa per l´ambiente (Enviromental Investigation
Agency) e numerose ricerche scientifiche abbiano dimostrato che questa,
soprattutto in Giappone, è pericolosamente ricca di tossine quali:
mercurio ed altri metalli pesanti, ddt e altri pericolosi contaminanti.
Spesso viene anche venduta come carne di balena. I delfini sono predatori
all´apice della piramide alimentare e tendono ad accumulare grandi
quantità di inquinanti come il mercurio, mentre ciò accade
in misura minore nelle balene che sono dei filtratori. Studi recenti
hanno dimostrato che in alcuni campioni di carne di delfino in vendita
sul mercato giapponese, il contenuto di mercurio era mediamente 900
volte al di sopra del limite massimo consentito dalla legge vigente
in materia. Gli scarti della carne di delfino vengono anche utilizzati
come cibo per animali e come fertilizzante. Una confezione grande come
una saponetta di carne di delfino costa, sul mercato attuale, circa
2000 yen. A Futo, pochi giorni fa, 100 delfini sono stati spinti e rinchiusi
nel porto della città, limboccatura era bloccata da una
rete. Ai mercanti è spettato il macabro rituale di scegliere
i migliori, quelli ancora piccoli, cuccioli paragonabili
ad un bambino di 5 anni, per essere venduti ed addestrati nei delfinari
di tutto il mondo. E ai pescatori, il compito di uccidere edarpionate
i rimanenti. Il mare si tinge di sangue e le grida e i lamenti delle
madri separate dai loro piccoli, scelti per essere utilizzati come pagliacci
o pseudo taumaturghi nelle galere di cemento e di vetro di tutto il
mondo, giungono a noi attraverso immagini per le quali non si puo
non provare rabbia, sdegno e dolore. La ragione delle nuove mattanze
di Futo è motivata dalla domanda dei delfinari che richiedono
sempre nuovi esemplari da utilizzare neiprogrammi di nuoto con
i delfini, per rimpiazzare quelli che muoiono per lo stress. I
programmi di nuoto con i delfini e la terapia assistita
con i delfini sono diventati il nuovo grande business delle stutture
di cattività di tutto il mondo. Essi consistono nella presenza
in vasca di persone convinte di interagiore liberamente con i delfini.
In realtà ogni interazione è rigidamente controllata dalladdestratore
che tiene in pugno i delfini attraverso la deprivazone alimentare, ovvero
se il delfino fa bene un esercizio riceve in cambio un pesce, altrimenti
nulla. In Giappone, ogni anno, vengono uccisi da 20.000 a 22.000 delfini
di specie diverse (stenelle, tursiopi , globicefali e focene). Oltre
che a Futo i delfini vengono uccisi a Taiji, presso la penisola di Izu
e nell´isola di Iki. Taiji è villaggio di pescatori nell´arcipelago
giapponese del sud la cui estremità si estende nel Pacifico.
Qui, circa 400 anni fa, iniziò la caccia alle balene. Ogni anno
la stagione di caccia ai delfini inizia ad ottobre e finisce a marzo.
Questo tipo di mattanza avviene attraverso la cosidetta pratica "drive
fisheries" ovvero "pesca guidata". I pescatori si dirigono
verso il mare aperto incrociando le rotte migratorie dei delfini e una
volta avvistato il branco, iniziano a colpire con dei martelli i pali
di acciaio posti lateralmente alle loro imbarcazioni. In tal modo creano
volontariamente un muro di suoni sottomarino che causa panico e disorientamento
nei delfini, i quali, cercando di allontanarsi dai rumori, nuotano nella
direzione opposta. Ciò permette ai pescatori di compattare il
gruppo e di dirigerlo all´interno di piccoli fiordi o baie, a
questo punto viene impedita la fuga dei delfini con l´utilizzo
di reti poste all´imboccatura della baia. I delfini in preda al
panico cominciano a "piangere", ad emettere suoni ("fischi")
e vengono lasciati in questa condizione per tutta la notte. Il giorno
seguente, i pescatori con una piccola imbarcazione entrano nella baia
dove vengono selezionati i delfini "giusti" da utilizzare
nelle strutture di cattività (delfinari, oceanari e acquari)
e tutto ciò avviene in presenza di addestratori e commercianti
che dopo aver scelto gli animali "da delfinario", assistono
alla strage. I delfini terrorizzati vengono portati a riva, percossi
e sommariamente smembrati con arpioni e coltelli e successivamente issati
a bordo delle barche. Spesso non sono ancora morti, anzi la morte arriva
dopo interminabili ed atroci minuti, se non ore.
Chiunque si rechi in un delfinario deve essere consapevole che si
rende complice anche delle mattanze da cui derivano molti esemplari
rinchiusi e che, in ogni caso, lo show business di queste strutture
alimenta il prelievo di esemplari in natura, favorisce la disinformazione
scientifica e la diffusione di uno scorretto rapporto uomo animale.
Nel 2003 l´agenzia per la pesca Nipponica ha autorizzato solo
a Taiji il massacro di :
300 globicefali
300 grampi
300 pseudorche
890 tursiopi
450 stenelle striate
450 stenelle frontalis.
TOT: 2690
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Attenzione:Di seguito il Video
della mattanza dei delfini.Il video presenta imagini molto
forti con maltratamento di animali non adatte ad un pubblico impressionabile.
-Video
mattanza delfini in Giappone
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