Principale fonte di assunzione umana di diossine: consumo di carne,
caseina, uova e pesce.
Rifiuti tossici prodotti ogni giorno dagli allevamenti di polli: 120
milioni di chili.
Numero di umani che potrebbero essere nutriti con il grano e la soia
consumati dai bovini negli allevamenti intensivi: 1.300.000.000.
Percentuale di grano coltivato per nutrire gli umani: 20%.
Percentuale di grano coltivato per nutrire gli animali allevati nel
mondo:38%.
Percentuale di avena coltivata per nutrire gli animali allevati: 95%.
Percentuale di grano sprecato "convertendo" il grano in bovini:
90%.
Percentuale di carboidrati sprecato "convertendo" il grano
in bovini: 99%.
Percentuale di fibre sprecate "convertendo" il grano in bovini:
100%.
Percentuale di mais coltivato per nutrire gli umani: 2%.
Percentuale di mais coltivato per nutrire gli animali allevati: 77%.
Terreno destinato alla coltivazione di vegetali: 4 milioni di acri.
Terreno destinato alla coltivazione di frutta e semi: 5 milioni di
acri.
Terreno destinato alla coltivazione di fieno destinato a nutrire il
bestiame d'allevamento: 56 milioni di acri.
Numero di bambini che muoiono per fame nel mondo: 1 ogni 2 secondi.
Numero di bambini che muoiono per fame ogni giorno: 40.000.
Numero di vegani che potrebbero essere nutriti utilizzando la stessa
quantità di terra necessaria a nutrire 1 persona che consuma
carne: 20.
Numero di persone che morirà per fame quest'anno: 60.000.000.
Chili di patate ottenibile da un acro di terra: 10.000.
Chili di carne di manzo ottenibile da un acro di terra: 63.
Percentuale di terra destinata all'allevamento bovino: 56%.
Percentuale di soia e grano necessari a produrre 1 chilo di manzo:
32%.
Chili di proteine necessarie ad alimentare un numero di polli sufficiente
a produrre 1 chilo di proteine con la loro carne: 2,5.
Chili di proteine necessarie ad alimentare un numero di maiali sufficiente
a produrre 1 chilo di proteine con la loro carne: 4.
Causa storica del crollo di molte antiche civiltà: erosione
del suolo.
Percentuale di pascoli originari distrutta ad oggi: 75%.
Numero di pascoli distrutti a causa dell'erosione del suolo: 4.000.000
di acri.
Percentuale di svuotamento del suolo direttamente conseguente all'allevamento
di animali: 85%.
Numero di acri di foresta che é stata distrutta per far posto
ai pascoli necessari ad alimentare gli animali d'allevamento: 260.000.000.
Quanti acri di foresta scompaiono: 1 ogni 8 secondi.
Quantità di alberi salvati in un anno dalla scelta di diventare
vegetariana operata da 1 persona: 1 acro.
Principale causa della deforestazione tropicale: dieta carnivora occidentale.
Numero di animali estinti a causa della distruzione delle foreste pluviali
tropicali e relativi habitat: 1000 all'anno.
Responsabile consumo di più della metà di tutta l'acqua
usata in qualsiasi campo: industria della carne.
Acqua necessaria per produrre 1 chilo di frumento: 100 litri.
Acqua necessaria per produrre 1 chilo di carne: 20.000 litri.
Costo di un chilo di proteine presenti nel frumento: 3 dollari.
Costo di un chilo di proteine presenti nella carne: 31.20 dollari.
Seconda industria più inquinante in tutto il mondo: produzione
alimenti di origine animale.
Costo di un chilo di proteine presenti nella carne se i cittadini cessassero
di finanziarne la produzione attraverso le tasse: 170 dollari.
Durata delle riserve petrolifere mondiali se tutti gli esseri umani
fossero carnivori: 13 anni.
Durata delle riserve petrolifere mondiali se tutti gli esseri umani
fossero vegetariani: 260 anni.
Numero barili di petrolio importati negli US ogni giorno: 6.800.000.
Percentuale di ritorno energetico (come quantità di energia
commestibile prodotta utilizzando energia fossile) del cibo animale
più energetico: 34.5%.
Percentuale di ritorno energetico (come quantità di energia
commestibile prodotta utilizzando energia fossile) del cibo vegetale
meno energetico: 328%.
Chili di soia prodotti spendendo il medesimo quantitativo di energia
fossile necessario a produrre 1 chilo di carne: 80.
Percentuale di materia grezza consumata in tutte le attività
necessarie a sostenere una dieta carnivora: 33%.
Percentuale di materia grezza consumata in tutte le attività
necessarie a sostenere una dieta vegetariana: 2%.
Produzione di escrementi da parte di tutti i residenti in US: 24.000
chili al secondo.
Produzione di escrementi da parte di tutti gli animali d'allevamento
in US: 500.000 chili al secondo.
Quantità di rifiuti non riciclabili prodotta in un anno dagli
allevamenti per operazioni di confinamento: 1 milione di tonnellate.
Concentrazione degli escrementi degli animali d'allevamento in rapporto
a quella degli stessi animali allo stato naturale: da 10 a 100 volte
più concentrati.
Persone che in USA moriranno per malattie cardiache: 50%.
Rischio di morire a causa di un attacco cardiaco per l'americano medio
che non consuma carne: 15%.
Rischio di morire a causa di un attacco cardiaco per l'americano medio
che non consuma ne' carne, ne' latticini, ne' uova: 4%.
A una riduzione del 10% del consumo di carne corrisponde una riduzione
del rischio d'infarto del: 10%.
A una riduzione del 50% del consumo di carne 50% corrisponde una riduzione
del rischio d'infarto del: 45%.
Eliminando il consumo di carne si ottiene una riduzione del rischio
d'infarto del: 90%.
Perdita media di calcio in donne di 65 anni che consumano carne: 35%.
Perdita media di calcio in donne di 65 anni vegetariane: 18%.
Mangiare meno carne
aiuterebbe la salvaguardia dell'ambiente
La carne che mangiamo è il fattore principale di alterazione
del clima. Negli Usa l'industria zootecnica impiega quasi quattro litri
di benzina per produrre mezzo chilo di carne -
da l'Espresso del 22.01.2007 Jeremy Rifkin
Mentre va diffondendosi la preoccupazione per le centinaia di milioni
di automobili, autobus e camion, come pure per gli aerei e i treni che
emettono anidride carbonica nell'atmosfera, surriscaldano il pianeta
e fanno incombere la minaccia di un radicale cambiamento climatico sulla
Terra, viene quasi ignorata una fonte ancor più insidiosa di
gas inquinanti. Forse potrà sorprendervi sapere che la carne
che mangiamo è oggi il principale fattore di alterazione globale
del clima.
Secondo un recente rapporto della Fao, L'organizzazione delle
Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, il bestiame genera
il 18 per cento dei gas di serra. Più ancora di quelli prodotti
dai trasporti. Ma se gli animali da allevamento, in special modo i bovini,
producono solo il nove per cento dell'anidride carbonica derivante dalle
attività umane, generano una percentuale maggiore di gas più
nocivi. Come ad esempio il 65 per cento delle emissioni di protossido
d'azoto, un gas che contribuisce al riscaldamento terrestre quasi 300
volte di più del biossido di carbonio, provenienti in gran parte
dal letame. O il 37 per cento del metano, che ha un effetto 23 volte
superiore a quello dell'anidride carbonica come fattore di riscaldamento
del globo.
Il bestiame occupa attualmente il 26 per cento della superficie terrestre
non ricoperta dai ghiacci. Non solo, ma oltre un terzo delle terre coltivabili
è sfruttato oggi per produrre cereali per gli animali anzichè
per gli uomini. Tradizionalmente, il bestiame si nutriva del foraggio
delle praterie.
Solo nel XX secolo si è cominciato a convertire vaste estensioni
di terreno coltivabile producendo cereali per la zootecnia invece che
per l'alimentazione umana, in modo che i consumatori più ricchi
potessero mangiare carne di animali nutriti con questi diversi mangimi.
In questo modo, molte delle popolazioni più povere del mondo
sono state confinate in terre marginali, un fenomeno che ha reso sempre
più difficile per milioni di persone assicurarsi anche il più
modesto apporto calorico quotidiano.
La zootecnia in crescente espansione è divenuta un flagello
mondiale di proporzioni epiche. I soli bovini stanno letteralmente divorando
interi ecosistemi. Molte foreste tropicali, come accade ad esempio in
Amazzonia, vengono abbattute per far posto ai pascoli, che stanno erodendo
ovunque anche le terre coltivabili, mentre le acque dolci rimanenti
nel mondo vengono contaminate dai rifiuti degli animali e dai pesticidi.
Il problema sta diventando sempre più grave. Secondo le stime
della Fao, la produzione mondiale di carne raddoppierà entro
il 2050, con effetti potenzialmente catastrofici per la biosfera, tanto
da spingere l'agenzia delle Nazioni Unite a lanciare un monito: <
Per evitare che la situazione peggiori ulteriormente, bisognerà
dimezzare i danni ambientali prodotti da ciascun capo di bestiame >.
Ma dopo averci messo in guardia da questi pericoli, la Fao prospetta
una serie di rimedi, fra i quali metodi più efficaci di conservazione
del suolo, nuove diete animali per ridurre le emissioni di metano e
sistemi di irrigazione più efficenti. Tutte soluzioni che fanno
un po' sorridere considerando le evidenti dimensioni del problema, che
rimane sostanzialmente senza risposta nel rapporto dell'agenzia.
Il fatto è che un numero crescente di esseri umani sta incidendo
sempre di più sulla catena alimentare della Terra, con diete
a base di carne, a spese dell'integrità del pianeta. Perchè
allora nel rapporto si fanno solo pochi cenni a una dieta più
vegetariana senza raccomandare una sostanziale riduzione del consumo
di carne fra le soluzioni proposte? Forse il motivo è che la
zootecnia è il settore in più rapido sviluppo dell'agricoltura
mondiale, fornisce occupazione a 1,3 miliardi di persone e rappresenta
il 40 per cento della produzione agricola globale.
Persino il "New York Times", generalmente molto attento alle
questioni ambientali, ha sottovalutato le implicazioni del rapporto
della Fao. Dopo aver lamentato i dannosi effetti del bestiame sull'ambiente
e sul cambiamento climatico, la direzione del giornale ha osservato
che « la predilezione umana per la carne non si esaurirà
molto presto », per cui la soluzione dipende dallo
« sviluppo di forme di allevamento più sostenibili ».
Ma nè il famoso quotidiano nè la Fao hanno compreso pienamente
che "più sostenibile" significa con effetti meno devastanti
sulla catena alimentare globale attraverso la riduzione del consumo
di carne.
Ci vogliono quattro chili di mangime per far ingrassare di mezzo chilo
un manzo nel recinto dove viene allevato, di cui meno di tre chili sono
costituiti da cereali e sottoprodotti e poco più di un chilo
di crusca. Ciò significa che solo l'11 per cento di questo mangime
serve a produrre il bue, mentre il resto viene consumato come energia
nel processo di conversione, utilizzato per mantenere le normali funzioni
corporee o espulso o assorbito in parti del corpo che non vengono mangiate,
come il pelo o le ossa.
L'inefficienza e lo spreco derivanti da una dieta a base di carne sono
molto peggio degli analoghi inconvenienti dovuti all'uso di automobili
che bruciano una gran quantità di carburante. Se confrontiamo
il rendimento di un terreno destinato alla coltivazione di cereali per
l'alimentazione umana con quello di un altro destinato invece a produrre
granaglie per gli animali, vediamo che un acro del primo fornisce il
quintuplo delle proteine del secondo. I legumi producono una quantità
di proteine dieci volte superiore e i vegetali ricchi di foglie 15 volte
superiore, per ogni acro, rispetto a quelle che si ricavano dall'allevamento
del bestiame.
Negli Stati Uniti, l'industria zootecnica usa l'equivalente di un gallone
di benzina per produrre mezzo chilo di carne di manzo allevato con cereali.
Per far fronte alla richiesta annuale di carne di una famiglia media
di quattro persone - pari a circa 120 chili - occorrono più di
260 galloni di carburanti fossili. Quando questi vengono consumati,
emettono oltre 2,5 tonnellate di anidride carbonica addizionale nell'atmosfera:
una quantità pari a quella emessa da un'auto media in sei mesi
di normale funzionamento.
Ovviamente, la risposta immediata a un sia pur timido invito a ridurre
la carne nella dieta è che gli esseri umani sono carnivori e
hanno bisogno di questo alimento per conservarsi in buona salute.
Ma non è così. Noi siamo infatti onnivori e come i nostri
più stretti parenti, gli scimpanzè, ci siamo evoluti biologicamente
mangiando soprattutto frutta fresca e verdure e solo occasionalmente
carne. Sebbene questa abbia fatto parte tradizionalmente della nostra
dieta, fino al XX secolo era più un condimento che un alimento
base. Ma le proteine addizionali che la carne contiene sono davvero
necessarie per la nostra salute?
Di fatto, l'americano medio già consuma molte più proteine
di quante l'organismo sia in grado di assorbire. Una dieta bilanciata,
basata su vegetali può fornire facilmente tutte quelle proteine
di cui abbiamo bisogno per restare sani.
Le implicazioni del rapporto della Fao sono chiare. Stabilito che l'allevamento
del bestiame è responsabile dell'effetto serra assai più
dei trasporti, perchè allora i mass media e i governi non lanciano
campagne per ridurre il nostro super consumo di carne come già
si sta cercando di ridurre la nostra tendenza all'uso di automobili
che sperperano benzina?
-VideoTHE MEATRIX il
più popolare film animato sulla realtà delle cosidette
Fattorie Felici, da non perdere, ben fatto, video per tutti, in difesa
degli animali.
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con Video in inglese ed in italiano e link correlati:
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