Gli OGM
Fonte:wikipedia.org
Un organismo geneticamente modificato (OGM) è un essere
vivente che possiede un patrimonio genetico modificato, non tramite
tecniche di miglioramento genetico classico (mutazione, incrocio
e selezione), ma bensì tramite tecniche di ingegneria
genetica che consentono l'aggiunta, l'eliminazione o la modifica
di elementi genici. Tali modificazioni vengono poi ereditate dalla progenie.
La Direttiva 2001/18/CE dell'Unione Europea sul rilascio degli
OGM nell'ambiente, definisce così un OGM: "un organismo,
diverso da un essere umano, il cui materiale genetico è stato
modificato in modo diverso da quanto avviene in natura con l'accoppiamento
e/o la ricombinazione genetica naturale".
Gli OGM vengono spesso indicati anche come organismi transgenici:
l'associazione tra i due termini è sostanzialmente corretta,
sebbene la transgenesi si ha nel caso di inserimento di geni esogeni
all'interno di un dato organismo, mentre risultano essere OGM anche
quegli organismi la cui modifica non prevede l'inserimento di materiale
genetico esterno (e.g. inserire un gene di banano in banano con le tecniche
del DNA ricombinante è ugualmente un OGM, oppure l'eliminare,
tramite tecniche di biologia molecolare, un frammento di DNA in un organismo).
Va comunque ricordato che qualunque opera di selezione, sia "naturale"
che guidata dall'uomo, porta in ultima analisi alla modificazione genetica
(i figli non sono mai identici ai genitori). Una delle tecniche di modifica
del DNA che sta alla base della selezione (naturale e non) è
ad esempio "la mutazione" (casuale o favorita dall'esposizione
a radiazioni o a agenti mutageni chimici). Tale tecnica, sebbene per
la Direttiva 2001/18/CE (articolo 3) non porti alla creazione di un
OGM, ha portato oggi ad evidenti modifiche geniche (non solo mutazioni
puntiformi, ma anche delelezioni e traslocazioni di intere regioni cromosomiche)
che hanno permesso la costituzione di molte delle cultivar attualmente
presenti sul mercato, in particolare nelle specie arboree, ma anche
nei cereali. Ad esempio il grano Creso, ottenuto per irradiazione dall'ENEA,
ha rappresentato per diversi anni una delle varietà di punta
per la produzione di pasta (per un periodo circa 1 spaghetto su 4) ed
è ora divenuto uno dei genitori delle attuali varietà
in commercio. La differenza sostanziale tra la mutazione e l'ingegneria
genetica (o tecnica del DNA ricombinante) sta nella predittività
dei risultati. Nel caso della mutazione viene infatti effettuata una
selezione fenotipica, in base a caratteristiche visibili, all'interno
di una popolazione di piante molto grande (alcune decine di migliaia
o più), mentre l'ingegneria genetica "progetta" la
modifica da effettuare e poi seleziona genotipicamente, in base alle
caratteristiche genetiche, gli individui che presentano le caratteristiche
desiderate tra poche centinaia di piante.
Storia
Il primo OGM fu ottenuto nel 1973 da Stanley Cohen
e Herbert Boyer. A brevissima distanza (nel 1974), la comunità
scientifica si autoimpose una moratoria internazionale sull'uso della
tecnica del DNA ricombinante. Questo ha permesso di valutare lo stato
della nuova tecnologia ed i possibili rischi, attraverso un approccio
precauzionale. La conferenza che ha raccolto i risultati ottenuti, che
si tenne ad Asilomar in California, concluse che gli esperimenti sul
DNA ricombinante potessero procedere a patto che rispettassero severe
linee guida, poi redatte dal National Institute of Health (NIH) ed accettate
dalla comunità scientifica. Queste linee guida sono tuttora la
base che ispira tutte le ricerche di laboratorio che riguardano esperimenti
di trasformazione genica. Tale severità normativa è stata
inoltre applicata alle normative che presiedono all'uso commerciale
ed al rilascio ambientali di tali organismi nell'ottica di consentire
l'utilizzo solo di varietà e animali che siano stati riconosciuti
sicuri per l'ambiente e per il consumo umano e animale. Va riconosciuto
che a oltre 30 anni dalla Conferenza di Asilomar la tecnica del DNA
ricombinante ha mostrato più benefici che rischi. Ad oggi infatti
non è noto alcun rischio specifico legato ad essa, e le norme
precauzionali adottate servono a prevenire l'insorgere di rischi che
potrebbero incorrere anche in organismi ottenuti tramite tecniche classiche
di miglioramento.
I primi animali transgenici ad essere creati furono topi, ad opera
di Rudolf Jaenisch nel 1974. Jaenish riuscì a portare a termine
la procedura di inserimento di un gene esterno all'interno di embrioni
di topo; gli animali, al termine dello sviluppo uterino, portavano quel
gene in tutti i loro tessuti biologici. In seguito Jaenish dimostro
l'effettiva efficacia del processo di transgenesi: i topi non solo avevano
integrato il DNA esterno, ma erano in grado di tramandare questo carattere
alla progenie.
Produzione di OGM
Le tecniche per ottenere gli OGM sono molto recenti e
con ampi margini di affinamento. Il problema maggiore è la complessità
degli esseri viventi e del loro codice genetico, che obbliga attualmente
a modifiche circoscritte ai caratteri genetici finora conosciuti. I
primi OGM sono stati batteri modificati per produrre sostanze come l'insulina
e altri farmaci, e sono oggi normalmente utilizzati. Anche l'utilizzo
in attività di ricerca di animali geneticamente modificati è
oggi ampiamente diffuso. Dalla seconda metà degli anni '90 si
sono diffuse anche le piante transgeniche, sulle quali si sono concentrati
molti investimenti vista l'utilità derivante dalla resistenza
ai parassiti o ai diserbanti e dalla maggiore produttività. Sull'uso
delle piante transgeniche e sugli eventuiali rischi legati al loro utilizzo,
tuttora non dimostrati, si è focalizzata l'attenzione dell'opinione
pubblica, contribuendo a rendere il termine OGM un semplice sinonimo
di "pianta transgenica" o "cibo transgenico".
La modificazione genetica si serve più in generale delle
tecniche di ingegneria genetica, che permettono di unire all'interno
del genoma di un unico organismo frammenti di DNA provenienti da organismi
differenti. Il DNA così ottenuto è definito spesso DNA
ricombinante. Il taglio di questi frammenti dal genoma originale è
portato a termine con enzimi di restrizione, mentre l'unione tra diversi
frammenti è resa possibile da un'altro enzima, come la DNA ligasi.
Un organismo prodotto con processi di questo genere è pienamente
definibile come transgenico.
Per introdurre nuovi pezzi di DNA negli organismi "ospiti"
si usano sistemi biologici chiamati "vettori". Sono considerati
vettori sia piccole molecole circolari di DNA, i plasmidi, sia alcune
strutture derivate da virus, in grado di contenere quantità maggiori
di materiale genetico. Allo stato dell'arte, gli organismi transgenici
possono essere prodotti inserendo nella cellula bersaglio vettori contenenti
frammenti di DNA relativamente ridotti. Ad esempio, di fronte al genoma
di mammiferi, che può contenere anche tre miliardi di paia di
basi (come in Homo sapiens), risulta già complesso inserire molecole
esterne di DNA superiori a 20000 paia di basi (nel caso dei vettori
virali) in modo che la modificazione sia stabile.
Esistono tuttavia tecniche più complesse, che si servono di
vettori più elaborati come ad esempio di i cromosomi artificiali
di lievito (noti come YAC, dall'inglese Yeast Artificial Chromosomes)
o di batteri (BAC, Bacterial Artificial Chromosomes che permettono l'ingresso
di oltre 300000 paia di basi - oltre lo 0,01% del genoma. Teoricamente
la transgenesi successiva di differenti frammenti di DNA può
portare quantità di materiale genetico ben maggiori di questo
0,01%. Questa operazione, che comunque è abbastanza frequente,
risulta comunque onerosa in termini di costi e tempo necessario.
Applicazioni
Gli OGM sono oggi utilizzati nell'ambito dell'agricoltura,
dell'alimentazione, della salute, dell'industria e della ricerca. Mentre
le piante transgeniche sono impiegate su vaste superfici al di fuori
dell'Europa, molte delle applicazioni presentate dai media negli altri
ambiti restano delle potenzialità del campo della ricerca che
suscitano un interesse commerciale o pratico ancora da mettere in opera.
Alimentazione
Alimentazione umana (piante transgeniche come soia, mais e cotone sono
utilizzate per la produzione di ingredienti per l'industria alimentare;
la chimosina, estratta normalmente dallo stomaco dei vitelli, può
essere prodotta dal batterio E. coli ed essere utilizzata nella fabbricazione
del formaggio);
alimentazione animale (soia e mais transgenici sono i principali ingredienti
utilizzati nelle diete animali in Europa);
restano ancora di dominio della ricerca e del laboratorio i miglioramenti
della qualità nutrizionali di alcuni alimenti (pomodoro a maturazione
rallentata, riso dorato codificante per il beta-carotene).
Agricoltura
miglioramento delle pratiche agronomiche: piante che producono in caso
di stress idrico una proteina fluorescente, mais e soia tolleranti un
erbicida totale;
al fine d'evitare perdite di resa e di limitare l'impiego di prodotti
fitosanitari: mais, soia, cotone che producono une tossina insetticida
ottenuta da un gene di Bacillus thuringiensis
possono essere introdotti anche nel terreno, evitando così l'utilizzo
di pesticidi o di altre sostanze chimiche sulle piante.
Industria e ricerca
miglioramento delle qualità industriali delle materie prime
(pioppo avente un tasso di lignite inferiore per facilitare il processo
di fabbricazione della pasta da carta);
ottimizzazione delle tecniche della ricerca genetica (protocolli di
definizione dell'espressione dei geni);
i biorimedi e la fitodepurazione (batteri che degradano idrocarburi,
piante capaci di stoccare metalli pesanti) restano dei progetti allo
stato di ricerca.
Salute
La biomedicina, con la produzione di sostanze medicinali come l'insulina,
il vaccino contro l'epatite B o il vaccino contro la rabbia
la terapia genica, che ha l'obiettivo di guarire malattie genetiche
o alleviarne la sintomatologia nei portatori
gli alimenti funzionali che hanno l'obiettivo di di rispondere a specifiche
caratteristiche nutrizionali e/o farmacologiche di particolari categorie
di consumatori/pazienti. La maggior parte di questi OGM sono ancora
in fase sperimentale.
Tipi di OGM
Procarioti
Per introdurre nuovi pezzi di DNA negli organismi "ospiti"
si usano sistemi biologici chiamati "vettori". Sono considerati
vettori sia piccole molecole circolari di DNA, i plasmidi, sia alcune
strutture derivate da virus, in grado di contenere quantità maggiori
di materiale genetico.
Sono tre i processi attraverso cui è possibile modificare la
composizione del genoma batterico.
La trasformazione batterica è un processo naturale, attraverso
il quale alcuni procarioti (detti competenti) sono in grado di ricevere
del DNA esterno in grado di produrre nuove caratteristiche di fenotipo.
Questo fenomeno fu scoperto nel 1928 da Frederick Griffith ma venne
confermato solo nel 1944. La biologia molecolare si è servita
dei batteri naturalmente competenti per comprendere a fondo il problema.
Oggi sono state sviluppate alcune tecniche, per quanto molto empiriche,
in grado di rendere competenti anche batteri che non lo sono naturalmente.
È stato dimostrato, infatti, che l'ingresso di DNA è ampiamente
facilitato dalla presenza di certi cationi, come Ca2+, o dall'applicazione
di una corrente elettrica (tecnica detta della elettroporazione). I
vettori utilizzati nelle trasformazioni sono essenzialmente plasmidi:
in seguito all'ingresso, i plasmidi non si integrano nel genoma, ma
rimangono autonomi (in uno stato detto episomale).
Nella coniugazione batterica, il DNA è trasferito da un batterio
all'altro attraverso un pilum (concettualmente un tubo che può
collegare per breve tempo i due batteri). Un plasmide può essere
così traferito da un organismo all'altro. La coniugazione, molto
frequente in natura, è poco sfruttata come tecnica di modificazione
genetica.
La trasduzione è infine l'inserimento di materiale genetico nel
batterio attraverso un batteriofago.
È possibile valutare in modo agevole la funzione di un gene nei
batteri: i ricercatori a tale scopo sono soliti realizzare dei ceppi
batterici knock out. Questi organismi presentano un cancellamento del
DNA relativo al gene d'interesse: osservando le conseguenze sulla vita
del batterio, è possibile identificare la funzione del gene stesso.
L'uso di knock out è molto diffuso, non solo per i procarioti.
È possibile realizzare knock out, infatti, con numerosi organismi
modello. Il gene responsabile della fibrosi cistica, ad esempio, è
stato individuato in topi knock out: una volta individuato il presunto
gene della fibrosi cistica (chiamato CFTR), i ricercatori hanno individuato
l'omologo nel genoma murino, ne hanno fatto un knock out, cancellandolo
completamente, quindi hanno individuato nel topo così ottenuto
tutti i sintomi clinici della malattia.
Animali
Come batteri e piante, gli animali possono essere geneticamente
modificati in modo del tutto naturale attraverso le infezioni virali.
La modificazione genetica, in ogni caso, avviene solo se il virus penetra
nella cellula bersaglio (senza risposta del sistema immunitario) ed
il suo genoma penetra fino al nucleo di essa.
In alcuni casi, tali proprietà dei virus possono essere sfruttate
dai ricercatori per progettare vettori (appunto di origine virale) in
grado di modificare in modo controllato il genoma delle cellule animali.
In terapia, questa proprietà ha aperto la strada alla gene therapy),
che consentirebbe di sostituire frammenti di genoma mutato nei pazienti,
agendo proprio sulle cellule adulte che hanno subito mutazioni. Le mutazioni
prodotte dalla gene therapy sono dunque totalmente a carico della linea
somatica e non di quella germinale.
Nella ricerca c'è invece un forte interesse a realizzare linee
stabili di animali transgenici, in modo da ottenere modelli animali
utili per lo studio di patologie umane. Gli animali utilizzati per la
costruzione di modelli in vivo di malattie umane sono numerosissimi,
ma i topi rimangono i più frequenti. Per ottenere una linea stabile
di modificazione genetica (quindi, per definizione, un animale transgenico
vero e proprio), occorre che la modifica sia a carico della linea germinale.
Esistono diverse tecniche di transgenesi animale che permettono di ottenere
linee stabilmente modificate, per quanto il problema generale di questi
approcci sia la bassa efficienza ed il numero elevato di animali da
utilizzare.
Piante
La principale tecnica di modificazione genetica di piante è
legata all'attitudine naturale del batterio Agrobacterium tumefaciens
di infettare piante e causare una crescita paragonabile a quella tumorale
presente negli animali, tale patologia è nota come "galla
del colletto". A. tumefaciens è in grado di infettare la
pianta trasferendo un plasmide che che è in grado di integrarsi
nel genoma dell'ospite. Il plasmide contiene diversi geni che, una volta
"letti" dalla pianta, generano la galla e producono nutrienti
per il batterio consentendone la crescita. Diversi scienziati, a partire
dalla seconda metà degli anni '60, hanno contribuito a comprendere
il meccanismo e le condizioni attraverso cui tale plasmide viene trasferito
ed integrato nel genoma della pianta: tra questi Jeff Schell, Marc Van
Montagu, Georges Morel, Mary-Dell Chilton e Jacques Tempé. Grazie
a tali scoperte, a partire dal 1983 è stato possibile trasfromare
le conoscenze biologiche acquisite, in tecniche biotecnologiche e quindi
sviluppare versioni del plasmide "disarmate", ovvero senza
i geni che davano origine alla malattia, in cui erano invece presenti
geni di interesse, permettendo così di produrre le prime piante
transgeniche, oggi molto utilizzate per fini di ricerca o agricoli.
Un altro processo largamente utilizzato per produrre piante OGM è
il metodo biolistico (anche detto gene gun, particle gun), che permette
di "sparare" microproiettili ricoperti di DNA all'interno
delle cellule vegetali. Tale metodo è stato utilizzato, ad esempio,
per la produzione del più comune cereale OGM, il Mon810.
Le tecniche biolistiche sono spesso utilizzate per piante monocotiledoni,
mentre A.tumefaciens ed altri agrobatteri sono utilizzati per modificare
dicotiledoni, sebbene nuove linee di questo batterio sono state recentemente
usate anche per modificare i monocotiledoni.
Queste tecniche si aggiungono a quelle, più empiriche, già
sviluppate all'interno del millenario processo di "umanizzazione"
delle piante di interesse agro-alimentare che oggi si trovano sulle
nostre tavole: il loro patrimonio genetico ha infatti subito nel corso
del tempo modifiche genetiche rilevanti con tecniche convenzionali (oppure,
si potrebbe dire, biotecnologie classiche), che hanno dato origine alla
stessa agricoltura: selezione artificiale o, più recentemente,
l'induzione di mutazioni per mezzo di raggi X o raggi gamma.
Normativa sugli OGM
In Europa il contesto normativo sugli OGM, basato sul principio di
precauzione, è oggi costituito dai seguenti testi:
-Direttiva 2001/18/CE, che, sostituendo la 90/220/CEE, riscrive le
regole base per l'approvazione di un nuovo OGM;
-Regolamenti 1829 e 1830/2003/CE, che regolano l'autorizzazione e l'etichettatura/tracciabilità
degli alimenti e dei mangimi (food & feed) costituiti o derivati
da OGM;
-Raccomandazione 556/2003, che indica le linee guida sulla coesistenza
tra colture OGM e convenzionali, cui le norme nazionali e regionali
dovrebbero allinearsi.
Approfondimenti
Fonte ed approfondimenti :wikipedia.org
Notizie sugli ogm:molecularlab.it
Non tutti sono favorevoli all'utilizzo degli ogm, i motivi:Campagna
per la sicurezza alimentare:rfb.it