Il panda è il simbolo del WWF

Il
WWF è la più grande organizzazione mondiale
per la conservazione della natura. Nato nel 1961, è presente
nel mondo con 24 organizzazioni nazionali, 5 organizzazioni affiliate
e 222 uffici di programma in 96 paesi. Oltre 5 milioni di persone in
tutto il mondo con il loro aiuto permettono al WWF di sostenere la sua
sfida: oltre 2.000 progetti concreti ogni anno per la tutela della biodiversità
e per creare un mondo dove l'uomo possa vivere in armonia con la natura.
I Panda

La sopravvivenza degli ultimi 1.600 panda in Cina è legata
alla tutela degli habitat, alla lotta al bracconaggio e alla creazione
di corridoi forestali. L'impegno del WWF, gli studi con l'ausilio delle
tecnologie più sofisticate
di Claire Doole*
traduzione di Carlo Pappalardo**
È difficile distogliere lo sguardo da quello che è il
simbolo nazionale della Cina mentre sgranocchia placidamente un
germoglio di bambù, in apparenza del tutto indifferente alle
urla di una scolaresca. Disgraziatamente non si tratta di uno di quei
rari momenti in cui si può osservare nel suo ambiente naturale
una specie a rischio di estinzione, ma di unemozione condivisa
con i circa 600 visitatori che ogni giorno si affollano nel centro di
riproduzione dei panda a Chengdu, capitale della provincia di Sichuan.
Un
tempo il panda gigante (Ailuropoda melanoleuca) era largamente diffuso
in tutto il Sud e lEst della Cina, oltre che nei vicini Myanmar
e Vietnam settentrionale, ma lespansione e lo sviluppo della popolazione
umana lo hanno ora confinato in una ventina di aree forestali in differenti
catene montuose del paese. Il maggior pericolo per questi animali
proviene dalla riduzione e frammentazione delle aree in cui vivono,
ha dichiarato Yan Yang, coordinatore del programma Specie del WWF. La
causa è imputabile alle attività umane: disboscamento,
espansione degli insediamenti agricoli nelle aree forestali, attività
minerarie e costruzione di strade. È un mondo pericoloso
quello che aspetta i panda, in particolare tra le montagne della Cina
sudoccidentale, dove devono difendere luso del territorio dagli
uomini (soprattutto cacciatori e agricoltori), dal moltiplicarsi delle
dighe e dal turismo di massa. In più, questi animali sono stati
vittime della tumultuosa storia del paese.
Il disastroso Grande balzo in avanti di Mao Tze Tung aglinizi
degli anni 60 avrebbe dovuto permettere un salto qualitativo delleconomia
cinese, grazie alla nascita di vaste comuni agroindustriali, ma linefficiente
pianificazione condusse alla fame e alla morte di milioni di persone.
Molti agricoltori, per sopravvivere, si trasformarono in cacciatori,
anche di panda. Anche se la caccia a questi animali è stata
vietata dal 1963, il bracconaggio ai danni di altri animali continua
anche ai nostri giorni, e negli ultimi anni vari panda sono disgraziatamente
finiti nelle trappole approntate con altri obiettivi. Le autorità
hanno recentemente confiscato varie pellicce di panda. La frenetica
costruzione di strade, dighe ed edifici ha portato alla frammentazione
dellhabitat dei panda e al drammatico calo del loro numero.
Unindagine del governo condotta verso la metà degli anni
70 indicava che sopravvivevano in libertà non più
di 1.000 esemplari.
Unoasi per i panda. Alcuni segni lasciano pensare che
il panda, per tanto tempo a rischio di estinzione, starebbe tornando
a galla, grazie alle più efficaci misure di protezione messe
in atto dal governo cinese e dal WWF (che sin dalla sua nascita nel
1961 lo ha "adottato" come logo internazionale). Le misure
adottate prevedevano tra laltro la creazione di riserve naturali,
per una specie ad alto rischio.
Oggi
esistono oltre 50 riserve, che si estendono su 10.400 km2 e ospitano
i due terzi degli esemplari esistenti. Da oltre 25 anni il WWF sostiene
le riserve, in particolare quella delle montagne Minshan, nelle province
di Sichuan e Gansu, e quella di Qinling nella provincia di Shaanxi.
Nella riserva naturale di Minshan, ai piedi dellHimalaya tibetano,
il WWF ha equipaggiato e addestrato decine di ranger, che organizzano
periodicamente pattuglie anti-bracconaggio nei 320 km2 di foresta dellarea
protetta. Il bracconaggio, punito con dieci anni di prigione, è
oggi raro, ma spesso i panda finiscono nelle trappole approntate per
altri animali. Dopo un massimo di 66 (metà anni 60) e un
minimo di 19 negli anni 70, la popolazione della riserva si è
ora stabilizzata su 32 esemplari, e il compito principale dello staff
è quello di sorvegliare i movimenti e il comportamento di un
animale così sfuggente e solitario. Come la maggior parte
dei miei colleghi, non mi sono mai trovato faccia a faccia con un panda,
ammette Chen Ai, un ricercatore delluniversità di Pechino
che sta trascorrendo sei mesi a Wanglang. Ma non importa, è
una bella sensazione sapere che non si trovano molto lontano.
I ricercatori come Ai passano la giornata a controllare i panda,
analizzandone le orme, i caratteristici morsi sulle radici di bambù,
e perfino le feci. Dallo scorso ottobre, Chen Ai e il team di ricerca
dispongono di un altro strumento nel loro armamentario per la difesa
della specie: la fotocamera a raggi infrarossi. Con 30 apparecchi
nascosti sugli alberi in vari punti della riserva, la prima in Cina
a disporne, tenere docchio gli esemplari è diventato molto
più facile.
Superando corsi dacqua cristallini e avanzando senza posa nel
sottobosco di sottili bambù, Liang Chunping, un ranger della
riserva, recupera la pellicola di una delle fotocamere nascoste. Per
ben cinque volte lapparecchio ha fissato immagini preziose, immortalando
una coppia di panda in piena azione. Le fotocamere ci stanno aiutando
a delineare un quadro del comportamento di questi animali, dichiara
Alan Carlson, un esperto del WWF. Lindagine più recente
condotta dalle autorità cinesi, con il sostegno del WWF, indica
che sopravvivono in libertà oltre 1.600 panda, il 40% in più
rispetto a quanto si pensava in precedenza. Si tratta della più
accurata indagine fino ad oggi condotta, grazie alluso di metodi
di monitoraggio perfezionati quali i GPS e le fotocamere, ma il fatto
che la popolazione sia più consistente non significa che la specie
è ora fuori pericolo.
Un habitat frammentato. Le foreste montane della Cina sudoccidentale,
dove vivono molti panda, sono frammentate. La distruzione dellhabitat
continua a rappresentare una minaccia per molti gruppi, in particolare
per quelli che vivono al di fuori delle riserve loro destinate, nelle
quali attualmente è stanziato non più del 60% degli esemplari.
Leconomia cinese continua a svilupparsi con rapidità e
la popolazione continua a crescere; è più che mai importante
garantire la sopravvivenza del panda gigante.
Se vogliamo evitare che qualche gruppo di panda si estingua dobbiamo
unire gli habitat frammentati, in modo da permettere agli animali
di vagare e incontrare nuovi compagni con un pool genetico diverso,
ha sottolineato Carlson. Per collegare il maggior numero possibile di
riserve vengono adesso gradualmente creati appositi corridoi,
il cui attraversamento viene però messo in pericolo dal sempre
più rapido sviluppo economico. La costruzione di dighe e la continua
espansione di città e villaggi sta erodendo i confini dellhabitat
dei panda.
Anche se dal 1998 è stato bandito in gran parte del paese,
il bracconaggio rappresenta ancora oggi una delle maggiori minacce.
La densa popolazione umana in Cina ha isolato molti gruppi di panda
in strette estensioni di foreste di bambù, sempre più
ridotte man mano che gli agricoltori spostano più in alto glinsediamenti
montani. Per ironia della sorte, molti locali che una volta esercitavano
il bracconaggio vedono ora nella ricerca e raccolta di erbe medicinali
il solo mezzo per arrotondare le entrate, complicando ancora di più
la situazione. La riserva Wanglang è circondata dai villaggi
Baima, un gruppo tribale di circa 1.400 elementi, che per secoli hanno
trovato nelle foreste la loro principale fonte di guadagno.
In passato i rapporti con i Baima non erano certo buoni,
ha detto Chen Youping, responsabile della riserva. Eravamo considerati
i guardiani maledetti della foresta, ma adesso ci considerano amici.
Per ridurre la pressione sugli habitat forestali dei panda, WWF e staff
della riserva stanno aiutando i Baima a sviluppare mezzi di sussistenza
alternativi, inclusa la realizzazione di attività ecoturistiche.
Eravamo tutti bracconieri, ma ora stiamo aprendo le nostre case
ai turisti in visita alla riserva, ben lieti di conoscere le nostre
musiche e i nostri costumi tradizionali, ha spiegato il capo del
vicino villaggio di Xiangshujia, abbigliato con un abito tradizionale.
Il WWF ha inoltre concesso alle donne del villaggio piccoli prestiti
per aiutarle a creare un mercato di borse, giacchette e tovaglie con
i ricami tradizionali.
Debutto
in "pubblico" per il piccolo panda nato nello zoo di Washinghton
(ansa.it) >>
Miele invece di panda. Anche Xia Baoyi, un ex bracconiere di
sessantun anni trasformatosi in apicoltore, ha tratto vantaggio dal
lavoro del WWF nella regione. Mi hanno insegnato a proteggere
le api dal gelo invernale e ad evitare le malattie, ci ha detto
Xia indicandoci i suoi 27 alveari sparsi lungo una collina che sovrasta
il villaggio. Se il tempo è favorevole ne posso ricavare
1.000 yuan (125 dollari americani), che mi permettono dintegrare
quello che mio figlio guadagna come mandriano di capre.
Il miele di Xia, come quello degli altri apicoltori, viene venduto nella
riserva Wanglang ai turisti di passaggio. E, grazie ad un accordo negoziato
con laiuto del WWF, viene adesso ceduto a Carrefour, la più
importante catena al dettaglio in Europa e con una forte presenza in
Cina.
*Capo ufficio stampa WWF International
**Traduttore volontario del WWF Italia
NOTE:
Membro della famiglia degli orsi, il panda gigante è
unico nel suo genere. I panda giganti hanno una pelliccia bianca con
macchie nere intorno a occhi, orecchie, muso, gambe e spalle. Tra le
caratteristiche peculiari della specie spiccano i molari larghi e piatti
e un osso del polso allargato che funge da pollice opponibile: le due
peculiarità vengono sfruttate per prendere, schiacciare e mangiare
i bambù. Il sistema digerente degli animali è quello di
un carnivoro, adattato però a una dieta vegetariana, e dipende
quasi esclusivamente dal bambù come fonte alimentare. Un panda
gigante può consumare ogni giorno tra i 12 e i 38 chili di bambù
per soddisfare le proprie esigenze energetiche.
Nel 2004, i risultati della più completa indagine sulla
popolazione di panda giganti in Cina indicano che sopravvivono in libertà
circa 1.600 esemplari, oltre il 40% in più di quanto stimato
in precedenza. I dati sono il risultato di uno studio quadriennale su
questo animale e sul suo habitat, condotto dallamministrazione
forestale cinese e dal WWF. Lindagine ha inoltre fornito indicazioni
sul decentramento dei panda giganti e sulle condizioni delle foreste
e dei bambù da cui dipendono. Lo studio ha scoperto vari esemplari
in regioni in cui non si pensava che la specie fosse presente e ha messo
in luce una serie di minacce alla loro sopravvivenza a lungo termine,
tra cui la deforestazione e il persistere del bracconaggio.
Fonte :wwf.it
APPROFONDIMENTI
-Visita il sito panda.org
-(18
ottobre 2005)Video a luci rosse per stimolare
i panda Film pornografici in clinica per accrescere
la libido della specie. Il nuovo metodo è stato adottato in un
centro di ricerca cinese
-(20
giugno 2006)-Panda giganti, rientra l'allarme
"Non sono più a rischio estinzione"