E' quello che si domandano gli abitanti dei monti Grempiani, rimasti
letteralmente esterrefatti alla vista di un grande pianoforte in cima
a una montagna.
A ritrovare lo strumento sulla vetta del Ben Nevis, la montagna
più alta del Regno Unito (1344 metri), i ragazzi di unassociazione
ambientalista. I giovani, infatti, stavano ripulendo la zona, quando
hanno avvistano un oggetto di grandi dimensioni sulla cima. Avvicinandosi
hanno capito di cosa si trattava: un piano forte in carne e ossa.
Sotto lo strumento, una scatola di biscotti datata 1986.
Una bravata per deridere qualcuno? Un messaggio più preciso?
Unopera darte davanguardia? Chissà.
Di certo il direttore dellassociazione ambientalista
ha commentato: I nostri ragazzi non riuscivano a credere ai
loro occhi. Allinizio hanno pensato che fosse solo una cassa di
legno, ma poi hanno visto la struttura in ferro e le corde.
Lunica cosa che manca al nostro pachiderma musicale
è la tastiera.
Forse un handicap voluto, forse no.
Ad alimentare il mistero, il rebus della cassetta di biscotti
depositata sotto il pianoforte.
Scozia, Kenneth Campbell, trentacinque anni fa lo caricò
in spalla fino alla cima del Ben Nevis."Raccoglievamo fondi"
Pianoforte in montagna, risolto il mistero
"L'ho portato per entrare nel Guinness"
LONDRA - Il mistero del pianoforte abbandonato sulla più
alta montagna della Gran Bretagna è risolto. Antefatto: due giorni
or sono una squadra di ecologisti è arrivata in cima al Ben Nevis,
1300 metri di altitudine, in una delle più impervie e selvagge
regioni della Scozia, con l'obiettivo di ripulirne la sommità
dai detriti lasciati da scalatori e gitanti. Con loro grande sorpresa,
i volontari hanno trovato, semisepolto da sassi e sterpi, un pianoforte
in quasi perfette condizioni. Chi ce lo aveva portato? Era caduto a
un elicotterista distratto? Era volato fin lassù grazie a un
tornado? Era lo scherzo di qualche mattacchione?
Niente di tutto questo: la soluzione, scoperta ieri da un paio di giornali,
il Times e il Daily Mail di Londra, è ancora più
fantasiosa. Trentacinque anni or sono, un uomo si caricò il pianoforte
sulle spalle e decise di scalare, con quel peso, la montagna più
alta del regno. Gli ci vollero tre tentativi, ma alla fine riuscì
nell'impresa, intrapresa un po' per scommessa con se stesso, un po'
per beneficenza. Ma giunto sulla vetta era così stanco da non
avere la voglia, e la forza, di riportarsi lo strumento giù a
valle. Così lo lasciò dov'era. Le intemperie, il vento,
la natura, in tre decenni e mezzo lo avevano parzialmente occultato
alla vista degli alpinisti della domenica. Finché un'opera di
pulizia non lo ha fatto riemergere.
"Deve trattarsi del mio pianoforte", ha detto Kenneth
Campbell, robusto taglialegna scozzese di 64 anni, quando ha appreso
la notizia del misterioso ritrovamento. E ha raccontato come andarono
le cose. Nel 1971, in cerca di un'idea per raccogliere fondi per un'associazione
di cure contro il cancro, gli venne in mente di portare un piano sulla
più alta montagna britannica, il Ben Nevis. La prima volta salì
fino a un terzo del cammino. La seconda oltrepassò la metà
del percorso. La terza ce la fece ad arrivare in vetta: "Ma
quasi mi ammazzai dalla fatica", ricorda.
Realizzato l'obiettivo, strimpellò un motivetto nazionalistico
scozzese, "Scotland the Brave" (Scozia la Coraggiosa), abbandonò
lo strumento e tornò in basso. L'impresa finì sul Guinness
Book of Records. I soldi raccolti andarono al Fund for Cancer
Research, che per riconoscenza lo nominò governatore a vita.
Qualcuno si lamentò che, così facendo, il taglialegna
aveva deturpato la bellezza naturale della montagna, cosicché
un anno più tardi lui tornò in cima al Ben Nevis per andare
a riprendere il piano: ma non lo trovò più, o perché
aveva dimenticato il punto esatto in cui l'aveva lasciato, o perché
neve, pioggia, tempeste lo avevano nascosto troppo bene (o perché,
è anche questa un'ipotesi, non aveva alcuna intenzione di rifare
una faticaccia simile, sia pure in discesa).
Viene da credere alla seconda ipotesi, tuttavia, perché 120
mila persone visitano ogni anno il Ben Nevis e nessuno aveva finora
segnalato la presenza di un pianoforte. Adesso gli ecologisti lo hanno
riportato a valle, dove è stato distrutto. Sarebbe stato più
divertente scoprire che apparteneva al "pianista smemorato"
apparso l'anno scorso bagnato fradicio su una spiaggia dell'Inghilterra
del sud: ma quel pianista, come si è scoperto poi, non era veramente
smemorato e nemmeno veramente un pianista. Mentre il pianoforte del
Ben Nevis era tutto vero: non avrebbero potuto apparire insieme nella
stessa favola.
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