Può un essere umano inciendiarsi dall'interno e ridursi in cenere
nel giro di pochi istanti lasciando intatti solo gli arti inferiori
senza avvertire dolore?
Non esiste spiegazione scientifica o logica per alcuni
casi detti di autocombustione umana, in inglese: SHC(Spontaneous
Human Combustion) in cui persone prendono fuoco improvvisamente
e dei loro corpi rimane solo un mucchio di cenere fumante e generalmente
solo gli arti inferiori misteriosamente non bruciano, anche le ossa
finiscono in cenere, le vittime non avvertirebbero dolore durante l'
"autocombustione".
Nei luoghi in cui avvengono queste "autocombustioni"
non vi sono danni ingenti ai locali solo le vittime e la zona che li
circonda è danneggiata dall'incendio.
IL CASO più famoso.
Il caso più ben documentato di "autocombustine umana"
è quello della signora Mary Hardy Reeser.
Florida, a St. Petersburg, 1 luglio 1951
- Mary Reeser, 57 anni.
La signora Reeser all'epoca viveva con il figlio Richard, la moglie
ed il nipote e quella sera decise di prendere del sonnifero ed andare
a dormire presto stando alle testimonianze del nipote.
Alle 5 del mattino la padrona di casa la signora Carpenter
sentì un lieve odore di fumo nell'aria ma ne attribuì
l'origine ad una pompa surriscaldata in garage ed ebbe la conferma del
guasto recandosi in garage e sistemando il problema.
Alle 8, sempre di quella mattina, la signora Carpenter ricevette
un telegramma per la signora Reeser e si accinse a consegnarglielo di
persona, ma la signora Reeser non rispose ai ripetuti richiami della
padrona di casa la quale, preoccupata, chiese aiuto a due imbianchini
che si trovavano in strada e si fece aiutare ad aprire la porta di ingresso.
Una volta all'interno dell'appartamento un ondata di caldo avvolse
i soccorritori improvvisati ma nessun segno evidente d' incendio era
presente nell'appartamento a parte una trave bruciacchiata ma sul pavimento
si trovavano i resti della povera signora Mary Reeser di cui riamaneva
solo un piede intatto con una pantofola di raso nero, il teschio carbonizzato
ed un mucchio di cenere in cui si potevano notare alcuni organi interni
e la spina dorsale della sventurata.
La spiegazione ufficiale per la morte della segnora Reeser fu che la
signora si era addormentata con la sigaretta accesa e che la vestaglia
della vittima avesse preso fuoco facilmente a causa della sigaretta,
però nonostante questa spiegazione questo rimane un caso di autocombustione
umana per molte persone ed è il meglio documentato.
CARATTERISTICHE DELL'AUTOCOMBUSTIONE
UMANA
Numerosi casi di autocombustione umana sono stati segnalati in varie
parti del mondo e vi sono numerose testimonianze ed il risultato è
sempre lo stesso:
-Organi interni ed ossa bruciati, ridotti in un ammasso di cenere di
colore biancastro.
-Raramente gli arti inferiori e talvolta gli arti superiori bruciano
e quindi rimangono intatti..
-Una sostanza oleosa, probabilmente dovuta ai grassi corporei sciolti
delle vittime, avvolge i locali dove avvengono le ipotetiche autocombustioni.
-I danni ai locali sono praticamente inesistenti, poco o nulla viene
danneggiato dall'incendio, solo la zona intorno alla vittima rimane
lievemente danneggiato.
-Nell' 80% dei casi le vittime sono donne che abusavano di alcool o
farmaci.
-La presenza di oggetti in grado di generare un incendio:stufe, sigarette,
caminetti......
LE TEORIE
TEORIA 1:
L'EFFETTO STOPPINO
Il corpo umano è costituito per l'80 % d'acqua
e non può prendere fuoco da solo a meno che non si utilizino
sostanze infiammabili come la benzina per incendiarlo ed il corpo umano,
in questo caso prende fuoco dall'esterno non dall'interno.
La teoria dell"effetto stoppino"è
la più accreditata secondo la quale la combustione umana ha una
causa precisa ed una volta che si innesca l'incendio i grassi che compongono
il corpo umano si scioglierebbero impregnando i vestiti e permettendo
al corpo della vittima di continuare a bruciare proprio come lo stoppino
di una candela fino al completo discioglimento della massa adiposa.
Questa teoria darebbe una spiegazione al fatto che gli arti inferiori
e superiori delle vittime raramente bruciano:in queste zone vi sono
meno tessuti adiposi.
Ma le ossa?Come fanno a bruciare completamente anche le ossa?
Le ossa di un essere umano all'interno di un forno crematorio impiegano
più di otto ore per "dissolversi"ad una temperatura
di 900 gradi centigradi e comunque le ossa ottenute da un forno crematorio
non sono polverizzate immediatamente ma devono essere frantumate in
un secondo momento con uno pseciale macchinario dando luogo ad una polvere
grigia non bianca come quella che si ha dopo un ipotetica
autocombustione umana.
TEORIA 2:
L'ALCOOL
Numerosi casi di "autocombustione umana" si sono verificati
dopo feste o dopo che le vittime avevano ingerito sostanze alcoliche
in quantità elevata ed una teoria è quella che una
presenza più elevata di alcool nel sangue potrebbe aver generato
una reazione chimica all'interno dell'organismo causando l'autocombustione
della vittima.
L'alcool ingerito in ogni caso può essere la causa degli incidenti.
TEORIA 3:
I FARMACI
L'assunzione di farmaci potrebbe sortire l'effetto dell'acool nel corpo
umano.
TEORIA 4:
UNA REAZIONE CHIMICA A LIVELLO
CELLULARE
Teoria di John Heymer (Larry Arnold di ParaScience Intenational)
: Secondo questa teoria una reazione chimica all'interno dei
mitocondri( cellule del corpo umano che creano energia) tra idrogeno
ed ossigeno provocherebbe a livello cellulare una sorta di esplosione
interna al mitocondrio stesso il quale si incendierebbe e a sua volta
incendierebbe le altre cellule vicine in una reazione a catena.
Fulmini
globulari penetrati all'interno della stanza colpendo le vittime
e causando l'incendio.
L'autocombustione umana è affascinante e misteriosa e"colpisce"
persone di ogni razza, età, sesso, persone astemie, persone che
non utilizzano medicinali.
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