fine aprile 1997 - un pastore viene attaccato da un essere
con "due occhi luminosi" che esce dal bosco. Si salva
solo grazie al suo fedele cane maremmano, che attacca la creatura
ma resterà ucciso.
aprile/maggio 1997 - un cacciatore della zona, nel bosco con
i suoi cani, avvista un animale da lontano, che si muoveva con andatura
scimmiesca. I cani, terrorizzati, fuggono e si rfugiano nella Jeep
del cacciatore.
aprile/maggio 1997 - quaranta pecore vengono trovate morte,
con il cranio schiacciato.
7-8 (circa) maggio 1997 - Oddo Brunamonti, mentre tagliava
la legna nel bosco, vede un gruppo di cavalli fuggire terrorizzati.
In lontananza, l'uomo sente uno strano urlo. Pensando che ci possa
essere un lupo in giro, Oddo si ripromette di avvertire le aziende
limitrofe.
11 maggio 1997 - Oddo Brunamonti, mentre raccoglie la legna,
nota una strana creatura che lo osserva dal bosco. Di lì a
poco verrà attaccato e se la vedrà a poca distanza dall'auto,
anche se per pochi attimi. Tornato a casa, Oddo avverte Carabinieri
e Guardia Forestale, che si mobilitano immediatamente.
12 maggio 1997 - Esperti da Perugia e Firenze giungono sul
posto per cercare tracce dell'essere. Viene fatto il calco di un'
impronta, vengono trovati ciuffi di pelo sugli alberi, e alcuni fruscii
mettono in allarme l'equipe. Tutti salgono nelle auto e fuggono, lasciando
l'attrezzatura sul posto, che in seguito verrà recuperata.
13 (circa) maggio 1997 - un uomo si presenta a Oddo e gli
consiglia ufficialmente di dire che, nel bosco, ha visto un orso.
Oddo rifiuta di mentire.
14-15 (maggio) 1997 - da questo momento, per un mese, un elicottero
della polizia sorvola costantemente i boschi.
[circa nello stesso periodo] maggio 1997 - l'uomo che si era
presentato a Oddo paga da bere a tutto il paese, dicendo che i soldi
"non sono i suoi".
15-20 (circa) maggio 1997 - compaiono nei boschi sei orsetti
da parco, e si sparge la voce che Oddo ha visto un orso.
maggio 1997 - un uomo con una busta di cibo in mano viene
inseguito da un orsetto. Preso dal panico, getta via la busta e si
accorge che l'animale cercava solo un po' di cibo.
[nello stesso periodo e nei giorni seguenti] maggio 1997 -
studiosi, ricercatori e altri personaggi interrogano le persone della
zona, specialmente i pastori, sulle loro abitudini di pascolo e di
lavoro.
maggio/giugno 1997 - un pastore, insospettito per le domande
che gli vengono rivolte, finge di andarsene ma si rifugia nel bosco
e attende. In una casa colonica attira la sua attenzione l'attività
di due dottori, presumibilmente veterinari. D'un tratto un elicottero
si ferma sopra la casa, cala una gabbia e poi la tira su, volando
via. Altri testimoni affermano di aver visto l'elicottero che portava
qualcosa attaccata alla carlinga.
maggio/giugno 1997 - due giorni dopo viene smentita
la storia degli orsetti, che infatti vengono fatti sparire.
[Da quel momento in avanti, non succede più niente di strano].
VICENDA
E' una serena domenica di maggio del 1997. Oddo Brunamonti, 60 anni,
si reca nei boschi vicino Scheggia (Gubbio) per raccogliere della
legna che un suo amico gli aveva preparato sulla strada. L'uomo parcheggia
l'auto in retromarcia, così da poter partire subito dopo aver
finito il lavoro, e scende. Si guarda intorno: davanti a lui, la strada
compie un breve tratto in salita prima di inoltrarsi nel bosco. In
cima al declivio, Oddo nota una sagoma scura tra gli alberi. Pensando
si dovesse trattare di un puledro scappato all'azienda vicina, non
gli da' eccessiva importanza, ripromettendosi di avvisare i proprietari
non appena tornato a casa. Dalle 10:00 a circa mezzogiorno Oddo è
impegnato a raccogliere la legna e liberare la strada per consentire
il transito dei veicoli. A questo punto l'uomo si guarda ancora intorno,
per assicurarsi soprattutto di aver liberato la strada. E' in quegli
istanti che, guardando lo stesso punto in alto, nel declivio al limitare
del bosco, si accorge che l'animale che aveva visto due ore prima
era sempre lì. Anzi questa volta, quando si accorge di essere
osservato, si nasconde velocemente dietro un cespuglio; un gesto che
appare quantomeno anomalo a Oddo, che in quei boschi ci è neato
e cresciuto, e conosce molto bene il comportamento degli animali selvatici.
Così, spinto dalla curiosità, l'uomo sale in auto e,
a retromarcia, si avvicina al bosco nel tentativo di scoprire dove
sia finito quell'animale. Poco prima di imboccare il sentiero in salita,
qualcosa balza fuori dalle piante e si frappone tra l'auto di Oddo
e il bosco, sulla strada. La visione è incredibile: l'animale
è una creatura bipede, alta circa 1.70, il cui corpo è
ricoperto di un pelo lungo color mogano. La braccia, robuste e muscolose,
sono sollevate in aria e la bocca è spalancata. E' quest'ultima
ad atterrire maggiormente Oddo, in quanto larga e provvista di due
fila di denti simili a quelli di un uomo, rossa al suo interno. L'essere
sembra infastidito dalla presenza di Oddo, e l'uomo si sente in grave
pericolo. Inserisce la marcia e spinge l'acceleratore, ma dimentica
di abbassare la frizione. L'auto si spegne e la creatura avrebbe certamente
assalito la macchina se non fosse intervenuto un piccolo diversivo:
Oddo tenta freneticamente di riaccendere il motore, e il rumore della
chiave e del motorino d'avviamento disorientano la bestia, che resta
immobile per un istante, prima di spiccare un nuovo balzo all'interno
del bosco. Il testimone ricorda di come gli alberi, al passaggio di
quella creatura sconosciuta, ondeggiassero in maniera vistosa.
Tornato a casa, la figlia nota subito qualcosa che non va: suo padre
è pallido e agitatissimo, le chiede di mostrargli alcuni libri
di animali, e si mette a sfogliarli ad uno ad uno nel tentativo di
individuare una somiglianza, un confronto, ma niente. Come dirà
più volte, i suoi occhi si fermavano sul Gorilla, ma la bestia
che lui aveva visto era completamente diversa. Dopo il racconto, la
famiglia di Oddo spinge l'uomo ad avvertire le autorità. Carabinieri
e Guardia Forestale sembrano prendere molto sul serio il racconto
del testimone, tanto che organizzano immediatamente una battuta nei
boschi. E' Oddo a guidarli, e sebbene non vedranno niente di anomalo,
sentiranno fruscii e rumori di un grosso animale che sembra spiarli
a distanza.
Il giorno dopo arrivano a Scheggia degli esperti da Perugia e Firenze,
intenzionati ad effettuare analisi e rilevamenti sul posto. E' ancora
una volta Oddo a guidarli. Vengono montate telecamere, scattate fotografie
e viene prelevato un calco dell'impronta lasciata dal "mostro"
sul terreno bagnato: l'orma è provvista di tre dita anteriori
e uno "sperone" posteriore, all'altezza del tallone. Dalla
pronfondità della stessa, in seguito si calcolerà un
peso dell'animale di circa 170-180 Kg. L'altezza stimata, anche secondo
le impressioni del testimone, si aggirerebbe intorno ai 170 cm.
Proprio durante i rilevamenti, uno del team presente, di guardia alle
Jeep, si accorge della presenza di qualcosa intorno a loro. Spaventato,
da' l'allarme. Tutti salgono nelle auto e fanno ritorno in paese,
lasciando le attrezzature sul posto. Torneranno a recuperarle tempo
dopo, facendo esplodere dei petardi nel bosco circostante, nella speranza
di scongiurare un attacco. All'altezza di circa 130 cm da terra, sulla
corteccia degli alberi, vengono rinvenuti (e prelevati) ciuffi di
pelo color mogano. Il tutto verrà spedito al laboratorio di
Firenze per le analisi, dei cui risultati tuttavia non si saprà
mai niente.
Due giorni dopo l'incontro "ravvicinato" con la creatura,
Oddo riceve una visita inaspettata: un uomo, che si identifica come
un'autorità militare del capoluogo umbro, chiede a Oddo di
raccontare alla stampa e alla gente, di avere visto, quel giorno,
un orso. Oddo, un uomo integro e assolutamente schietto, risponde
che non dirà mai di avere visto un animale che non ha visto.
Il suo interlocutore insiste, arrivando a dire che si tratta di un
argomento delicato e segreto. Oddo, ancora una volta, risponde che
piuttosto che mentire, non dirà più niente, visto che
il caso che si sta creando intorno alla vicenda lo infastidisce non
poco.
In quello stesso periodo un elicottero della polizia sorvola quotidianamente
la zona compresa tra Gubbio e Scheggia. Resterà in perlustrazione
per un mese circa.
E' sempre dello stesso periodo un fatto curioso, che colpisce molto
Oddo: l'uomo che gli si era presentato come un'autorità, una
sera, si trova al bar del paese. Sembra particolarmente cordiale,
stringe amicizia con i ragazzi del posto e paga da bere a tutti. Fino
a tarda notte [fino all' una circa n.d.r.] continua a pagare, spendendo
circa un milione di lire in bevande. Molti sentono i suoi inviti a
brindare, e le parole "i soldi non sono i miei" vengono
notate da Oddo, andando a infittire il mistero di quello strano personaggio.
Non è passata nemmeno una settimana, gli abitanti del piccolo
paese umbro si dividono tra l'agitazione e il dubbio (molti di loro,
di notte, avevano sentito delle urla acuta provenienti dai boschi
vicini): ecco che, allora, cominciano a comparire degli orsetti. Almeno
sei, dislocati nei boschi della zona, in un raggio di 30 chilometri
circa. Vengono avvistati da cacciatori, passanti, automobilisti. Sono
degli orsi da parco, con tanto di collare. Questo non impedisce tuttavia
il panico tra la gente, come dimostra il caso di un uomo che, di ritorno
a casa con una busta di cibo, si vede inseguire per diversi metri
dall'orso, fino a quando lo spaventatissimo signore getta via la busta
per poter correre più liberamente. L'orso, che era solo interessato
al contenuto della busta, si ferma ad annusarla, e l'uomo capisce
che quella "belva" non voleva di certo sbranarlo. La presenza
degli orsetti provoca però un ben diverso (e forse voluto)
effetto: gli abitanti di Scheggia cominciano a deridere Oddo, convinti
che la "creatura pericolosa e sconosciuta" era solo un orso.
Ecco che l'uomo diviene oggetto di derisione e scherno, facendo crescere
in lui un senso di delusione e rabbia.
Ma che non si fosse trattato di un orsetto appare chiaro dalla presenza,
oltre che dell'elicottero, di numerose persone sparse per la zona,
che si fermano per lungo tempo a parlare con i pastori della zona,
facendogli domande su domande. Le bocche rimangono chiuse anche per
il senso di diffidenza e ambiguità che gli interrogatori suscitano.
Uno dei pastori, dopo l'ennesimo colloquio con uno di questi uomini
- che gli chiedeva a che ora avrebbe portato via le sue pecore - si
insospettisce e, fingendo di andarsene, si nasconde su una collina
coperta di alberi, mettendosi in attesa. E' allora che è testimone
di un episodio strano: in una casa abbandonata nel bosco vi sono dei
militari e un paio di dottori. Ad un certo punto giunge un elicottero,
che rimane sospeso sopra l'abitazione il tempo necessario per calare
una sorta di gabbia, tirarla su e andarsene. Da quel momento non succederà
più niente nella zona, e anche quattro orsetti su sei verrano
prelevati e portati via. La notizia della loro presenza viene smentita
e tutto sembra tornare normale. Con molti dubbi che rimangono nella
mente degli abitanti di Scheggia. E, forse, qualcuno comincia a ricredersi
sulla veridicità del racconto di Oddo Brunamonti.
RICOSTRUZIONE TECNICA E FOTOGRAFICA DELL'AVVISTAMENTO
Presentiamo in questo paragrafo la ricostruzione in
dettaglio del luogo dell'avvistamento, le coordinate topografiche e
una serie di foto e mappe che descrivono la zona e la sequenza dell'incontro
tra Oddo e la creatura.
Dal particolare cartografico (sotto) si può notare la zona
di Scheggia, che è immersa nel Parco del Monte Cucco, ricco
di boschi e molto vasto.
Nella foto satellitare (sotto) è evidenziato in rosso la zona
in cui è avvenuto l'avvistamento
Nel particolare (sotto) la strada in cui Oddo Brunamonti lavorava
e veniva osservato dalla creatura. Si può notare, in fondo
alla strada, in basso a destra, la casa abbandonata dalla quale sarebbe
stata prelevata la strana creatura dopo l'arrivo di un elicottero.
Foto 1 - Veduta della zona sul lato ovest
Foto 2 - La creatura osservava Oddo Brunamonti al lavoro
Foto 3 - Il luogo dove la creatura è rimasta, per più
di due ore, ad osservare Oddo Brunamonti
Foto 4 - il punto dove la creatura è scomparsa dopo
il tentativo di aggressione
COVER-UP
La vicenda narrata da Oddo Brunamonti offre degli spunti
interessanti a riflessioni più ampie, sul metodo utilizzato dai
governi (in generale, dai poteri decisionali e di controllo) per gestire
determinati "problemi". Che la creatura avvistata a Scheggia
fosse un "problema" appare chiaro dai successivi, immediati
sviluppi che hanno seguito la testimonianza di Oddo. Se infatti ci si
sofferma in dettaglio sul comportamento e sulle reazioni delle autorità
(ufficiali e non) di fronte al caso, non si può fare a meno di
notare delle curiose indicazioni: innanzitutto le autorità locali:
esse hanno dimostrato di prendere immediatamente sul serio il racconto
di Oddo, tanto da organizzare una battuta nei boschi quello stesso giorno.
Il dettaglio curioso è che, di fronte al racconto dell'avvistamento
di una "strana creatura" nei boschi, almeno un margine di
esitazione o dubbio ci si sarebbe dovuto aspettare, specie quando si
tratta di autorità, in genere poco propense a credere ad eventi
che non siano razionalmente spiegabili. Al di là dell' ipotesi
(remota, ma da menzionare) di forze dell'ordine particolarmente aperte
e sensibili, la spiegazione più naturale sembrerebbe essere quella
che le stesse autorità sapessero già della presenza della
zona di qualcosa di anomalo, o per esperienza diretta (incontro nei
boschi) o per dati indiretti (altre testimonianze, tracce sul terreno,...).
Questo spiegherebbe la prontezza e la serietà con la quale è
stato raccolto l'allarme di Oddo.
Altro dato importante, l'arrivo il giorno dopo di "esperti"
per lo studio della zona dell'avvistamento. Anche la velocità
con cui queste persone hanno raggiunto il posto, denota un interesse
per il fenomeno che parrebbe essere stato acceso prima della testimonianza
di Oddo in se stessa, come se, anche in questo caso, si fosse in stato
di allert, pronti a cogliere la prima occasione utile per uno studio
sul psoto, di voci che già circolavano nell'ambiente. A ripova
del fatto che, forse, gli unici a non sapere della presenza di una strana
creatura nei boschi, erano proprio gli abitanti della zona, ecco apparire
pochi giorni dopo, a Scheggia, un personaggio che si presenta a Oddo
Brunamonti con tanto di tesserino militare. L'uomo dimostra subito di
conoscere il modus operandi necessario in queste circostanze: atteggiamento
cordiale dopo aver mostrato credenziali importanti, "cortese"
invito a tacere o a rettificare il racconto. E, se ciò non dovesse
servire, tentativo di responsabilizzare l'interlocutore (sottolinenando
la "gravità" e l'importanza del "segreto")
o, in alternativa, aperte minacce. Quest'ultima eventualità sembra
non essersi verificata nella circostanza.
Oddo Brunamonti, già infastidito dalla risonanza che il suo racconto
sta avendo sugli organi di stampa (sulla cui faziosità o buona
fede si potrebbe aprire un capitolo intero), non cede e, piuttosto che
modificare il suo racconto, preferisce tacere. Ma la macchina del Cover-up
non si può fermare con il silenzio. E' qui che si colloca naturalmente
l'arrivo degli "orsetti" nelle zone ai piedi del Monte Cucco.
Sei orsi, razionalmente dislocati in una vasta area (così dà
amplificare il range di avvistamenti su scala macroscopica), per salvaguardare
la versione che era stata già decisa in partenza (con o senza
l'aiuto dell'interessato): Oddo ha visto un orso. La frase passa di
bocca in bocca mano a mano che si susseguono gli avvistamenti di questi
animali. E che l'intento della comparsa degli orsi non sia stato quello
di tranquillizzare gli abitanti della valle di Scheggia e dintorni,
è comprovato dal panico crescente che ha colpito in quel periodo
le persone. L'episodio dell'uomo inseguito dall'orso citato in precedenza
(par. CRONOLOGIA e VICENDA) è solo uno dei tanti esempi. Ma perchè
la gente era così spaventata? Per il racconto di Oddo? Evidentemente
no, visto che lui "ha visto un orso". Molto più probabile
che le urla notturne provenienti dai boschi siano state udite da numerose
persone e che altri abbiano visto qualcosa (oltre a coloro che lo hanno
raccontato). Solo così potrebbe spiegarsi l'aria di estrema tensione
che in quel periodo si respirava a Scheggia. E proprio dove c'è
il panico, il Cover-Up procede spedito. L'uomo che spende più
di un milione di lire ("soldi non miei") in bevande offerte
agli avventori del bar - con gli scopi di dare credibilità alla
propria immagine, di mostrarsi generoso e di indurre le persone ad appoggiare
la versione dei fatti da lui sostenuta, ma anche tutti gli altri "inquisitori",
che per giorni furono visti nelle campagne parlare con i pastori e i
contadini, domandar loro di abitudini, orari, particolari sulla zona
e su quello che eventualmente avessero visto.
L'elicottero che per un mese sorvolò la zona poteva essere posto
si a protezione dei cittadini e per individuare la creatura selvaggia.
Ma le sensazione, ripetiamo, è che gli "esperti" abbiano
sempe avuto il controllo della situazione e, quindi, sapessero sempre
dove trovare quell'essere bipede. Non a caso il presunto prelevamento
dell'animale è avvenuto in pochissimo tempo, alla presenza di
militari, uomini in borghese e dottori. Spedizione di recupero in piena
regola, con tanto di elicottero che, sospeso sopra la casa nel bosco,
cala una gabbia metallica e poi si alza in volo con la sua "preda".
A questo punto il Cover-Up, l'insabbiamento delle prove e l'occultamento
della verità, non ha più ragion d'essere. Dopo pochi giorni,
infatti, gli orsi scompaiono e ogni notizia relativa alla loro presenza
viene meno o, addirittura, smentita. Tutto finito? Quasi, visto che
Oddo continua a ricevere, ogni tanto, la visita di quell'uomo che, tanto
cortesemente, lo aveva invitato a dire di aver visto un orso. E, in
una delle sue visite, consegna al simpatico pensionato un fascicolo
riguardante la vicenda del "mostro di Scheggia", con allegato
un resoconto dei Chupacabras sudamericani e un disegno, ingrandito e
di bassa qualità, del presunto animale "sconosciuto".
La bestia vista da Oddo è completamente diversa, ma a loro non
importa. La missione è finita, un finale sarcastico fa parte
del gioco. Del loro gioco.
IPOTESI
Tra le tante ipotesi e supposizioni che si possono elaborare sulla
base dei fatti oggettivi e delle proiezioni di logica dinamica, le
principali sono:
Ipotesi aliena -
La creatura avvistata da Oddo sarebbe un
E.B.E. (Extraterrestrial Biological Entity), un essere esterno al
nostro pianeta. Sui motivi delle visite aliene sulla Terra si dovrebbe
aprire un capitolo a parte. Qui ci limitiano a dare per certe tanto
le visite di esseri alieni, quanto i contatti ravvicinati (in questo
caso si tratterebbe di un incontro del III tipo secondo la classificazione
Hynek) tra questi e testimoni oculari. L'alieno avrebbe potuto avere
un compito da portare a termine (raccolta di materiale, osservazione
degli abitanti della valle o degli animali dei boschi), o essere un
"esploratore" per la verifica della fattibilità di
un'eventuale base da predisporre all'interno della zona (presumibilmente
sottoterra).
Ipotesi Chupacabras -
L'animale bipede avvistato potrebbe essere la versione nostrana del
temibile e inafferrabile Chupacabras
latinoamericano. Le somiglianze sembrerebbero essere piuttosto remote,
limitandosi agli "occhi luminosi" e all'uccisione delle pecore.
In questo caso, peraltro, non sono stati rilevati (sui cadaveri degli
ovini) fori circolari nè asportazione di organi interni nè,
tantomeno, mancanza assoluta di sangue.
Ipotesi di laboratorio -
La creatura sarebbe in questo caso il risultato di un incrocio di laboratorio,
presumibilmente tra l'uomo e la scimmia. Esperimento di laboratorio
che, avendo bisogno di un collaudo sul territorio, viene lasciato per
un certo periodo di tempo in un ambiente determinato, così da
poter studiare e controllare il comportamento della creatura e le sue
reazioni. Il controllo potrebbe avvenire tramite microchip ipodermico
o collare (come è in uso tra gli zoologi) con collegamento diretto
via satellite, in modo da avere sempre l'esatta posizione dell'oggetto.
Ipotesi mutante -
Questa ipotesi tratta dell'eventualità che la creatura possa
essere uno dei famosi "anelli mancanti" tra l'uomo e la scimmia,
che di tanto in tanto vengono avvistati in varie parti del mondo. Big
Foot, Sasquatch, Wild Man, Yeti, e così via. La mutazione sarebbe
pertanto naturale e frutto di un diverso percorso evolutivo, o paraevolutivo,
rispetto a quello dell'uomo.
Ipotesi criptozoologica
- Collegata all'ipotesi precedente, la creatura potrebbe essere un animale
semplicemente sconosciuto alla Zoologia ufficiale. Si entra allora nel
campo della Criptozoologia,
o della scienza che studia la specie di animali sconosciute alla scienza
accademica
Dopo esserci recati sul posto e aver ricostruito interamente,
con la collaborazione di Oddo Brunamonti, l'avvistamento, il contatto
e gli spostamenti del testimone e della creatura; dopo aver ascoltato
Oddo stesso sulla vicenda; dopo aver, infine, ascoltato il parere di
studiosi e ricercatori, abbiamo maturato la quasi assoluta certezza
che la creatura fosse il frutto di un esperimento di criptogenetica.
Come sempre, tuttavia, lasciamo al lettore la possibilità di
farsi un'idea propria della vicenda, confidando di aver presentato i
fatti nel modo più preciso possibile, e soprattutto sotto i più
diversi punti di vista.
INTERVISTA A ODDO BRUNAMONTI
1) E' LA PRIMA VOLTA CHE ASSISTE ALL'AVVISTAMENTO DI UNA STRANA
CREATURA?
Io lho visto un attimo quella volta sola si, ma
qualche giorno prima tagliavo le legne e mangiavo un panino, a un certo
momento vedo i cavalli di un'azienda lì vicino che correvano,
fuggivano. Ho pensato allora che doveva esserci qualche lupo nella zona,
ne ho parlato anche con mio cognato. E poi sentii un urlo, simile a
quello che la creatura lanciò quel giorno. Ma questo veniva da
lontano, era più leggero.
2) AVEVA SOGNATO DI QUESTA CREATURA, O SI E' RITROVATO
A FARLO SUCCESSIVAMENTE?
Prima, mai. Però dopo il fatto, per un mese intero
mi svegliavo, la notte, con quell'urlo tremendo che mi echeggiava in
testa, e mi vedevo l'immagine della bestia con la bocca spalancata davanti.
E' stato un mese di tensione terribile.
3) E' L'UNICO IN PAESE AD AVERE AVUTO QUESTA ESPERIENZA?
Almeno altre due persone prima di me avevano visto la
creatura, e poi ho saputo di altri avvistamenti nei dintorni. Quindici
giorni prima di me, quaranta pecore sono state trovate morte con il
cranio schiacciato. Un pastore è stato assalito da quella creatura
e si è salvato solo grazie a uno dei suoi cani, che è
tornato indietro e ha ingaggiato una lotta furibonda, sacrificandosi
per il suo padrone. Il pastore ha ammesso di aver visto solo due occhi
luminosi che lo caricavano, dal bosco.
Un uomo, passando per un sentiero nel bosco con la sua moto, ha intravisto
qualcosa delle dimensioni di un uomo appoggiato ad una quercia. Quando
è tornato indietro, non c'era niente.
Un cacciatore con i suoi cani ha invece visto la creatura camminare
con andatura scimmiesca tra gli alberi. I cani, terrorizzati, sono scappati
rifugiandosi in auto.
E, ne sono sicuro, anche la Guardia Forestale qualcosa ha visto.
Per non parlare, poi, di tutti quelli che, nella zona, sentivano quegli
urli acuti provenienti dai boschi.
4) SI SONO VERIFICATI ALTRI
FENOMENI ANOMALI COLLEGATI ALL'AVVISTAMENTO?
Un fatto strano mi è capitato circa due-tre anni
fa [quindi circa sei anni dopo l'avvistamento n.d.r.]: una luce rossa
è scesa sulla montagna dietro la mia casa, siamo stati in due
a vederla, e poi è scomparsa tra i boschi. Il tutto è
durato pochi secondi, l'oggetto scendeva velocissimo e, poi, arrivato
alla base del monte, è sparito. Non so se c'è un collegamento
con la creatura.
5) QUALI SONO I PARTICOLARI CHE PIù L'HANNO
COLPITA, DELL'ESSERE CHE HA VISTO?
Il lungo pelo color mogano, l bocca enorme con una fila
di denti piatti, e l'urlo. Un urlo acuto come quello che si lanciano
i babbuini del deserto quando sono in pericolo. Però questo era
più forte, più penetrante. E poi, quando è fuggito,
ho visto gli alberi del bosco che si piegavano al suo passaggio. Quella
bestia doveva avere una forza enorme. Ed era anche intelligente. Quando
ha capito che l'uomo si interessava a lui, ha smesso di lanciare quelle
grida. Evitava di camminare sul terreno bagnato, per non lasciare impronte.
Gli animali selvatici non attaccano l'uomo, a meno che non vengano feriti
o debbano difendere la prole. Di solito fuggono. Il comportamento della
creatura che ho visto io non era naturale.
6) DOPO L'AVVISTAMENTO, HA CAMBIATO QUALCHE SUA ABITUDINE?
No. Anche se la paura è stata tanta, io l'anno
dopo sono tornato sulla stessa zona per tagliare la legna. Ci sono nato
nei boschi, e conosco tutti i suoni degli uccelli e i versi degli animali.
Nei boschi, la paura non l'ho mai conosciuta.
7) SONO STATE AVVERTITE LE AUTORITA' COMPETENTI?
COSA HANNO FATTO?
Le ho avvertite il giorno stesso e sin sono recate immediatamente
sul posto. Nei giorni seguenti c'è stato un via vai di persone
che riprendevano con le telecamere, prendevano il calco delle impronte,
facevano domande ai pastori. E c'è stato un elicottero della
polizia che, per circa un mese, sorvolava continuamente la zona.
8) SI E' FATTO UN'IDEA DI CHE
GENERE LA CREATURA POTESSE ESSERE?
Parlando anche con un professore universitario mio amico,
penso si sia trattato di un esperimento di laboratorio, qualcosa creato
in laboratorio e poi lasciato libero.
9) COSA NE PENSA DEL FENOMENO UFO?
Prima non ci credevo. Credevo che l'uomo era il solo essere intelligente
nell'Universo. Dopo l'esperienza che ho avuto ho cambiato opinione.
Credo negli Ufo, credo
che non siamo soli.
10) PENSA CHE UNA COSA DEL GENERE SI RIPETERA' IN
FUTURO?
Si. Non credo si fermeranno, perché c'è un grande interesse
per questo genere di cose. Spendono miliardi per questo, io credo
che può benissimo succedere ancora.
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