La chimera
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La chimera è una creatura mitologica che si nutriva di carne umana con il corpo costituito da parti di più animali diversi ed è descritta in vari modi:
1- Secondo la mitologia greca è un mostro con corpo di leone e due teste una di leone e l'altra di capra e la coda di serpente.
2 -Secondo la scienza araldica invece è un leone con testa di donna
3 -La famosa chimera di Arezzo è identificata come una statua etrusca
4 -Scultura decorativa per edifici simile ai Gargoyles.
APPROFONDIMENTI
Chimera
Suo padre fu Tifone, il cui corpo gigantesco culminava in cento
teste di drago.
Giace relegato sotto una delle isole vulcaniche della
nostra terra (Ischia o la Sicilia), ancora fremente della
rabbia che lo porto' un giorno lontano a sfidare gli dei, a cacciarli
dall'Olimpo ed a ferire Zeus.
Sua madre fu Echidna, la vipera, per meta' donna bellissima e
per meta' orribile serpente maculato.Viveva in un antro delle terre
di Lidia, cibandosi della carne degli sventurati viaggiatori.
Chimera e' solo uno degli esseri mostruosi generati da Tifone
ed Echidna. Suoi fratelli furono Cerbero, cane infernale
dalle tre teste, la famosa Idra uccisa da Eracle, e Ortro feroce cane
a due teste guardiano delle mandrie del gigante Gerione.
Chimera e' la personificazione della Tempesta, la sua voce e'
il tuono.
Molte e diverse sono le rappresentazioni iconografiche del mostro leggendario.
Probabilmente ad Esiodo (Teogonia) si ispiro' l'artista
che la raffiguro' a Cerveteri con tre teste frontali, le cui due laterali
di leone e di drago e la centrale di capra. All'Iliade invece sembra
ispirato l'artefice della Chimera di Arezzo, leone davanti, capra sul
dorso e serpente dietro.
"Lion la testa, il petto capra, e drago la coda;
e dalla bocca orrende vampe vomitava di foco ...
(Iliade, VI, 223-225 trad.V.Monti)
Il mito di Chimera
Chimera fu allevata dal re Amissodore e per lunghi anni terrorizzo' le coste dell' attuale Turchia, seminando distruzioni e pestilenze. Fu Bellerofonte, eroe da molti ritenuto figlio del dio Poseidone, a fermare le scorribande del mitico mostro. Con l'aiuto di Pegaso Bellerofonte riusci a sconfiggere Chimera con le sue stesse, terribili, armi, infatti "...non c'era freccia o lancia che avrebbe presto potuto ucciderla." 1 Allora Bellerofonte immerse la punta del giavellotto nelle fauci della belva, il fuoco che ne usciva sciolse il piombo che uccise l'animale. Come gia' aveva fatto Perseo con Medusa, anche Bellerofonte abilmente seppe sconfiggere la creatura facendo si' che la sua forza si ritorcesse contro di lei.
La Chimera d'Arezzo

Capolavoro in bronzo della scultura etrusca (V-IV sec.a.C.). Fu scoperta
nel 1553 nelle campagne di Arezzo e restaurata da Benvenuto Cellini,
fu conservata per un periodo in Palazzo Vecchio dove Cosimo I dei Medici
la volle accanto al proprio trono, fu poi spostata nella villa medicea
di Castello perche' la sua presenza in Palazzo Vecchio era ritenuta
funesta. L'originale e' adesso conservato al Museo Archeologico di Firenze
mentre sono visibili due copie bronzee leggermente piu' grandi, collocate
nella prima meta' di questo secolo ad ornare le due fontane in piazza
della Stazione ad Arezzo.
"Khimaira"
Chimera prende il nome dalla caratteristica che la diversifica dai genitori,
la testa di capra infatti non trova riscontro ne' in Tifone ne' in Echidna
e ne diviene cosi' tratto peculiare. "Infatti Chimera, in greco
Khimaira, significa capra".
E "la capra e' ...il piu' selvatico tra i domestici e il piu' domestico tra gli animali selvatici." Ed e' in quest'ottica che si indicano tre significati simboleggiati da Chimera: il leone e' la forza, il calore e quindi l'estate; il serpente e' la terra, l'oscurita' e quindi l'inverno, la vecchiaia; la capra e' il passaggio, la transizione e quindi autunno e primavera. E sempre in quest'ottica si legge la dedica a Tinia, il mutevole Giove etrusco, iscritta sulla zampa anteriore destra della Chimera. "Non sia da meravigliarsi quindi che al sommo dio degli etruschi, principio cangiante di ogni cosa, venisse dedicata la multiaspetto velocissima Chimera".
Fonte:etr