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Dalla parte dei malati, della scienza, e degli animali:
come salvare delle vite senza sacrificarne altre.
Perché nel ventunesimo secolo non c'è più
posto per gli esperimenti sugli animali.

Inizia la Mostra fotografica sulla vivisezione.

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L'antivivisezionismo scientifico

Ogni specie animale è biologicamente, fisiologicamente, geneticamente, anatomicamente molto diversa dalle altre e le estrapolazioni dei dati tra una specie e l'altra sono impossibili.

Quindi, al di là dell'aspetto etico, va considerato il fatto che gli esperimenti sugli animali sono considerati antiscientifici da un numero sempre crescente di medici, che non accettano più la validità della vivisezione come dogma assoluto, ma che iniziano a porsi delle domande, e a rispondere opponendosi alla vivisezione.

Gli esperimenti sugli animali non portano ad alcuna reale conoscenza sull'effetto della sostanza da provare, perché animali di specie diverse, o addirittura diverse razze o ceppi di animali della stessa specie, risponderanno in modo diverso ad un dato stimolo, come ad esempio alla somministrazione di un farmaco.

Alcuni esempi, tra le decine e decine tra cui scegliere: la stricnina lascia indifferente la cavia, il pollo, le scimmie in dosi sufficienti a mandare in convulsioni un'intera famiglia umana; l'insulina provoca malformazioni nelle galline, nei conigli e nei topi: mai nulla di simile è stato osservato nell'uomo.

E, dunque, se il risultato ottenuto su un topo è diverso da quello ottenuto su un gatto, a chi somiglierà di più l'uomo, al topo o al gatto? La risposta è che non lo si può sapere a priori. Solo DOPO aver fatto l'esperimento sull'uomo si scoprirà, volta per volta, a quale specie e razza assomiglia di più per QUELLA particolare sostanza.

Risulta quindi chiaro che la sperimentazione sull'animale è dannosa per l'uomo, per due ragioni: consente di sperimentare direttamente sull'essere umano sostanze che non hanno subito alcun vaglio preventivo (perché il risultato della sperimentazione sugli animali non è in alcun modo predittivo per l'uomo), e fa correre il rischio di scartare sostanze che invece per l'uomo potrebbero essere di grande aiuto solo perché su una particolare specie sono risultate tossiche.

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17. Esperimento sul cervello di un gatto immobilizzato in un apparecchio di contenzione.
(Provenienza sconosciuta)


18. Draize Test su conigli in apparecchi di contenzione (Liverpool, UK). La sostanza da provare viene versata negli occhi dei conigli. Dopo diverse ore o anche giorni, lo sperimentatore valuterà il grado di distruzione del tessuto oculare. Questo test è stato inventato nel 1944, e continua a essere usato, inalterato. Questa è una della tante dimostrazioni che nei vivisettori prevale l'inerzia sulla volontà di trovare metodi di ricerca moralmente accettabili e scientificamente attendibili.
Foto tratta da: Annual Pictorial Review della Scottish Society for the Prevention of Vivisection (Epoca: anni '50 - primi anni '70)
19. Scimmia stabulata presso l'England's Royal College of Surgeons. Si noti che sulla fronte dell'animale gli sperimentatori hanno tatuato la parola "CRAP" (merda). Eppure i vivisettori sostengono di amare e rispettare gli animali che vivisezionano.
(Provenienza sconosciuta)

20. Scimmia in apparecchio di contenzione: i primati non umani sono spesso rinchiusi senza potersi muovere in questi apparecchi per periodi lunghissimi.
Foto tratta da Stern Magazine (Epoca sconosciuta)

21. Macaco di nome Elisa, stabulata presso l'Institute of Neurology di Londra (UK). Le sono stati fissati permanentemente sul cranio elettrodi, cannule e altri dispositivi di metallo.
Fonte: NAVS UK (Epoca: metà degli anni '90)

Mostra fotografica sulla vivisezione - Pannello 5

22. Scimmia dopo un esperimento chirurgico.
(Provenienza sconosciuta)
23. Questa scimmia incatenata sta per essere sottoposta ad un draize test oculare. Talvolta anche ai primati viene riservato lo stesso trattamento dei conigli (vedi didascalia della foto n.18). (Copyright Brian Gunn / IAAPEA)
Foto tratta da: Entering the Gates of Hell, IAAPEA. (Epoca: anni '80)

24. Coniglio durante un esperimento chirurgico (Università del Messico, 1982).
(Copyright Brian Gunn / IAAPEA).
Foto tratta da: Entering the Gates of Hell, IAAPEA.
25. Esperimento sugli occhi di un gatto.
(Provenienza sconosciuta)

26. Un topo in uno dei tanti, inutili, esperimenti sul cancro: il tumore indotto artificialmente è più grosso della testa dell'animale. (Copyright Brian Gunn / IAAPEA)
Foto tratta da: Entering the Gates of Hell, IAAPEA. (Epoca: anni '80)

Mostra fotografica sulla vivisezione - Pannello 6


27. Questo cane è stato salvato da un laboratorio in cui era stato sottoposto ad esperimenti alle zampe posteriori.
Foto proveniente dalla JAVA (Japan Anti Vivisection Association) (Epoca: anni '90)

 

28. Ratto in apparecchio di contenzione che sta per essere sottoposto ad un esperimento al cervello. (UK)
Foto tratta da: Annual Pictorial Review della Scottish Society for the Prevention of Vivisection. (Epoca: anni '50 - primi anni '70)
29. Coniglio che si sta riprendendo dopo un esperimento chirurgico. Questo animale è in seguito stato utilizzato in altre procedure sperimentali.
Foto tratta da: Entering the Gates of Hell, IAAPEA. (Epoca: anni '80)

30. Questo criceto sta subendo una procedura di prelievo di sangue dall'occhio.
(Provenienza sconosciuta)

31. Scimmie in apparecchio di contenzione sottoposte ad esperimenti neurologici condotti dal dr. Edward Taub. Il dr. Taub è l'unico vivisettore che sia stato processato e condannato per crudeltà sugli animali. In seguito, la sentenza di appello l'ha scagionato per un cavillo formale: i suoi esperimenti non erano soggetti alla normativa sulla protezione degli animali.
Fonte: Laboratori dell'Institute for Behavioral Research, Silver Spring, USA (Epoca: 1981)

Mostra fotografica sulla vivisezione - Pannello 7
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32. Un coniglio usato in esperimenti sulla scabbia presso la Wright State University (USA), luglio 1992.
Foto proveniente dalla associazione americana P.E.T.A.

33. Piccoli di scimmia importati per essere sottoposti ad esperimenti e trovati morti all'arrivo all'aeroporto di Londra. (UK)
Foto tratta da: Annual Pictorial Review della Scottish Society for the Prevention of Vivisection (Epoca: anni '50 - primi anni '70)
34. I roditori sono gli animali più usati nei laboratori di vivisezione, non perché essi siano un buon modello sperimentale delle patologie umane, ma solo perché sono facili da stabulare e costano poco.
Foto fornita da RSPCA (Epoca: anni '80)



 

35. Al topo immobilizzato in un apparecchio di contenzione viene inserita una cannula nel cervello. I vivisettori non si rendono conto che i risultati ottenuti sugli animali non sono trasferibili all'uomo, ma gli animali, come l'uomo, hanno la capacità di soffrire.
(Provenienza ignota, probabilmente USA, anni '90).

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