Gli UFO sulla luna

Pubblicato sul numero di Settembre 2002 di PARK NEWS:
mensile dell'Abruzzo (TERAMO)
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Il programma spaziale americano (missioni Mercury, Gemini, Apollo) Ŕ stato costantemente monitorato da oggetti volanti non identificati di natura non terrestre, con delle finalitÓ che sfuggono, ancora oggi, ad un'analisi serena dell'accaduto, lasciandoci con tante, troppe, domande senza risposta. Molti astronauti, non pi¨ vincolati al segreto militare, hanno ammesso di aver avuto incontri ravvicinati nello Spazio con oggetti volanti, fotografati e filmati durante le varie missioni, dotati di caratteristiche e capacitÓ di volo compatibili con gli U.F.O. Queste testimonianze, essendo gli astronauti persone dotate di un sano equilibrio psicologico, non possono essere interpretate come semplici errori di valutazioni di fenomeni naturali, visioni o allucinazioni. Inoltre, essendo avvenuti nello Spazio tra la Terra e la Luna, questi incontri non possono essere scambiati per fenomeni atmosferici come fulmini globulari che appaiono all'improvviso nella Troposfera, palloni sonda o velivoli sperimentali militari. Tra le tante missioni spaziali la pi¨ famosa Ŕ quella dell'Apollo 11 (20 Luglio 1969), con l'equipaggio composto da Neil Armstrong (Comandante della missione), Edward Aldrin (Pilota del Modulo Lunare "Aquila") e Mike Collins (Pilota del Modulo di Comando "Columbia") e sintetizzabile con la leggendaria frase pronunciata da Neil Armstrong mentre scendeva gli ultimi gradini della scala del L.E.M. prima di toccare il suolo lunare: "Questo Ŕ un piccolo passo per l'uomo, ma un balzo gigantesco per l'UmanitÓ.". Tale missione permise ai primi esseri umani di passeggiare sul suolo lunare per raccogliere rocce e polvere da analizzare nei laboratori di ricerca e confrontarli con le rocce terrestri; installare attrezzature scientifiche varie, tra le quali alcuni specchi che, riflettendo i raggi laser inviati dal nostro pianeta, permettono ancora oggi di calcolare con precisione millimetrica la distanza Terra - Luna. Ma due grosse sorprese attendevano i radioamatori in ascolto da diverse localitÓ del nostro pianeta ed i tecnici statunitensi della NASA: quelli che seguono sono alcuni estratti delle conversazioni tra gli astronauti ed il Controllo Missione a Houston. La prima sorpresa avviene durante la fase di immissione in orbita lunare del Modulo di Comando "Columbia"; la ricezione del segnale Ŕ molto debole e le comunicazioni tra la navicella e la Terra sono disturbate:

Apollo 11: "Si sente bene adesso?"

Controllo Missione: "Affermativo! Vi riceviamo, vi riceviamo!"

Apollo 11: "Ah, cos'Ŕ quello? Avete una spiegazione?"

Controllo Missione: "Non l'abbiamo! Non vi preoccupate! Continuate con il vostro programma."

Apollo 11: "Mio Dio! ... Incredibile! Questo Ŕ fantastico! Non lo potreste mai immaginare!"

Controllo Missione: "Roger! Ok, noi sappiamo di quello ... per˛ voi andate nell'altra direzione! Andate dall`altra parte!"

Apollo 11: "Che diavolo Ŕ quello? ... Ŕ molto spettacolare! Mio Dio! Che cosa Ŕ ... allora me lo dite cos`Ŕ quello?"

Controllo Missione: "Cambiate frequenza ... Usate Tango! .. Tango!"

Apollo 11: "... Allora ... Ŕ una forma di vita quella!"

Controllo Missione: "Roger! Vi stiamo dicendo di cambiare comunicazione! Usate Bravo - Tango, Bravo - Tango ... selezionate Jezebel ... Jezebel!"

Apollo 11: "Si, ma tutto questo Ŕ incredibile!"

Controllo Missione: "Registrate su Bravo - Tango, Bravo - Tango!"

A questo punto le comunicazioni proseguono su un canale radio codificato, impedendo ai radioamatori di ascoltare lo scambio di battute che stava diventando molto interessante, ma allo stesso tempo molto imbarazzante da spiegare da parte della NASA, nel caso in cui la faccenda fosse trapelata tra i milioni di telespettatori (tra i quali il sottoscritto che all'epoca aveva solo 7 anni ma era giÓ affascinato dalle missioni spaziali) incollati davanti alla TV ed ignari di quanto stesse avvenendo. La seconda sorpresa avviene durante la fase di risalita dalla superficie della Luna del L.E.M. "Aquila", con a bordo Armstrong e Aldrin, ed il rendez vous in orbita lunare con Collins ed il Modulo di Comando "Columbia". Il dialogo che segue Ŕ stato registrato al magnetofono e riportato dal settimanale "National Bulletin" di Montreal il 29 Settembre 1969:

Apollo 11: "Cos'Ŕ? Per il Diavolo, cos'Ŕ? Non voglio saperne di pi¨! Queste ... piccole ... cose ... sono gigantesche, sono enormi! No, no, questa Ŕ addirittura un'allucinazione. No, no, no, questa non Ŕ un'illusione ottica! Oh, cielo, non ci crederÓ nessuno!"

Controllo Missione: "Cosa ... cosa succede, dannazione? Come state, ragazzi?"

Apollo 11: "Sono lÓ, sotto l'orizzonte!"

Controllo Missione: "Cosa c'Ŕ? ... Disturbi radio ... qui Ŕ il Controllo Missione che chiama Apollo 11."

Apollo 11: "Roger, siamo qui, ma abbiamo visto altri ... devono essere qui da tempo per osservare le attrezzature."

Controllo Missione: "Controllo Missione! Ripetete le ultime comunicazioni!"

Apollo 11: "Dico che ci sono altri veicoli spaziali. Sono allineati sull'orlo del cratere!"

Controllo Missione: "Ripetete! Ripetete!"

Apollo 11: "Lasciateci completare questa orbita, poi ... a casa! In 625 a 5 ... Ho regolato i relŔ ... mi tremano le mani, non posso ... filmare! Dio, chissÓ se queste dannate macchine fotografiche hanno ripreso qualcosa? ..."

Controllo Missione: "Avete fotografato qualcosa di interessante?"

Apollo 11: "Non abbiamo pellicole a portata di mano ... Disturbi radio ... tre colpi dei dischi volanti, o quel che diavolo sono, possono aver rovinato le pellicole."

Controllo Missione: "Controllo Missione. Qui Ŕ il Controllo Missione ... siete sulla strada per il ritorno a casa? ... Ripeto, siete sulla strada per il ritorno a casa? Cosa sono tutte queste voci sugli U.F.O.?"

Apollo 11: "Si sono posati lÓ ... sono sulla Luna ... ci stanno osservando."

Controllo Missione: "Gli specchi, gli specchi, li avete piazzati?"

Apollo 11: "Si, gli specchi sono al loro posto. Ma chi ha costruito simili navi spaziali pu˛ andare li domani e strappare via quei dannati specchi ... Passo e chiudo."

A questo punto terminano di nuovo, bruscamente, le comunicazioni radio tra l'Apollo 11 ed il Controllo Missione a Houston, ma questi episodi bastano per farci capire che il fenomeno U.F.O. esiste al di lÓ di tutte le politiche di "Cover Up" da parte della NASA e del Governo degli Stati Uniti, che continuano a negare l'esistenza di oggetti volanti non identificati e degli incontri avvenuti durante le varie missioni spaziali. Fino a quando?

Giovani Zavarelli - Settembre 2002

Fonte: Sito web di Paola Harris, versione italiana

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