Rivelazioni sui teschi di cristallo

11/06/2014

Una leggenda americana vuole che esistano 13 teschi di cristallo che racchiudono al loro interno informazioni sulle origini e il destino della razza umana.

Nel momento del bisogno i teschi verranno riuniti e riveleranno il loro sapere.

Teschio di cristallo

Il mistero dei teschi di cristallo è nato attorno alla metà dell'ottocento, nel momento in cui iniziarono a comparire.

Vennero dichiarati reperti archeologici dai loro scopritori che ne attribuirono un'origine precolombiana benché non esistano resoconti dettagliati sulle modalità dei loro ritrovamenti.

Tra tutti i teschi fino ad ora comparsi (circa una dozzina), di sicuro il più famoso e meglio realizzato è il teschio "Mitchell-Hedges".

Stando alla storia fornita da Frederick Albert Mitchell-Hedges e della diciassettenne figlia adottiva Anna nel 1927 il manufatto venne rinvenuto durante una spedizione a Lubaantun, nell'Honduras Britannico.

Fu proprio quest'ultima a trovare il teschio mentre scavava tra le rovine della città e sempre lei tre mesi dopo a qualche metro di distanza dal punto in cui giaceva il teschio trovò la mandibola.

Questa versione dei fatti è stata più volte contestata e molti dubitano che la giovane Anna abbia preso parte ad una spedizione simile.

Altri teschi noti sono quello conservato al British Museum dal 1897, quello dello Smithsonian Institution donatogli nel 1992 e quello del Musée du quai Branly a Parigi. Il resto dei teschi è in possesso di collezionisti privati.

Le analisi in laboratorio

La prima analisi fu effettuata nel 1970 sul teschio Mitchell-Hedges nei laboratori della Hewlett-Packard (attuale HP), i migliori nella ricerca sui cristalli.

Ciò che ne emerse allora fu soltanto che era stato ricavato da un unico blocco di quarzo, la datazione fu impossibile.

Nel 1996 i teschi del British Museum e della Smithsonian Institution vennero analizzati dal laboratorio del British Museum e in questo caso emersero elementi sufficienti per dedurne l'origine.

Innanzitutto è improbabile che in Messico vi sia una fonte rocciosa abbastanza grande da produrre un cristallo del genere, molto probabilmente il luogo d'origine del materiale è il Brasile. Anche la levigatezza presenta delle anomalie, nei manufatti aztechi si presenta più dolce, nel caso dei teschi invece è ruvida come quando i utilizzano le moderne apparecchiature di levigazione.

Le prove più schiaccianti sull'origine di tali manufatti è venuta fuori analizzando la loro superficie con un microscopio ad elettroni e prendendone il calco con una speciale resina simile a quella usata dai dentisti. Ciò che è emerso da questa ultima analisi sono stati degli impercettibili sengi di graffi rotatori frutto di strumenti di modellazione a ruota, cosa inesistente nell'America pre-colombiana.

Successivamente furono analizzati anche altri teschi con i medesimi risultati.

Ricerche e indagini successive portarono a credere che i manufatti furono realizzati in Germania e trovarono nell'antiquario francese Eugène Boban l'artefice del traffico di questi falsi.

Conclusioni

Attualmente pare più che ovvia l'origine di tali teschi che a prescindere da essa resteranno sempre delle stupende e suggestive opere d'arte.

Gli appartenenti alle correnti New Age rifiutano comunque di credere ai risultati scientifici e restano dell'idea che i teschi siano originali e dotati di facoltà in grado di liberare il potenziale nascosto della nostra mente.

Articolo scritto da Fabio Di Stasio

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