Lo strano criptide sauromorfo di Alvignanello in Campania inchiesta di Vincenzo Tufano

Campania

Animali sbranati nei campi e orme giganti: lo strano criptide sauromorfo di Alvignanello.

Dall'inchiesta di Vincenzo Tufano e dei suoi collaboratori.

Forti ruggiti e sibili nella notte, rinvenimento di animali selvatici predati nei boschi, orme giganti a tre artigli non identificate, testimonianze di incontri ravvicinati con una strana creatura lucertiforme.

Questo è ciò che sta accadendo da circa 9 mesi in un piccolo paese collinare del Casertano, Alvignanello, il tutto avvolto nel più assoluto mistero.

I primi eventi videro la loro genesi lo scorso anno, Gennaio 2019, quando alcuni pescatori del posto hanno testimoniato di aver rinvenuto, lungo il greto sabbioso del Fiume Volturno, delle orme di un animale vagante sconosciuto, di circa 70 cm provviste di tre artigli possenti, di cui ne furono anche recuperati diversi calchi.

impronte Alvignanello

La seconda ondata di segnalazioni documenteranno le apparizioni di un criptide sauromorfo, di stazza possente e muso allungato, avvistato da un pescatore e ''percepito'' poi dalla signora Agata Cusano un pomeriggio di Febbraio dietro ad alcuni rovi, luogo nel quale furono poi rinvenute le tracce ungulate.

Una terza testimonianza parlò di due grandi occhi luminescenti color rosso fuoco, che spiccavano nel buio di una notte d'estate dello scorso anno.

Nei luoghi degli avvistamenti, tra gli arbusti, spiccavano poi dei residui di squame che sottoposti alle analisi di due Zoologi risultò essere un mix combinante tra la pelle di una lucertola e quella di un camaleonte, corroborato anche dalla sua proprietà di cambiare colore in determinate condizioni di temperatura.

La situazione nelle campagne di Alvignanello tendeva a complicarsi quando anche nel vicino paese di Ruviano alcuni contadini segnalarono strane orme nei campi, accompagnati da sibili sonori che si estendevano nei boschi circostanti.

ifiume e colline Alvignanello

Numerose apparecchiature di ricezione sonora poste nei boschi e dislocate in vari punti, hanno potuto ''immortalare'' gli impressionanti vocalizzi di questa creatura, che gli stessi Zoologi e Naturalisti chiamati in causa non hanno esitato a definire '' inquietanti''.

I fatti saranno poi documentati anche da altri Zoologi, Veterinari e dal Gruppo di Ricerche C.I.S.P., di Benevento.

Ma gli accadimenti raggiungeranno il loro picco massimo quando una seconda ''componente'' spiccava tra i numerosi indizi: decine di carcasse di cinghiali recanti unghiate sul corpo, mentre alla gola si evidenziavano due fori di circa 4 cm, e a circa un metro dai medesimi le solite orme tre ungulate.

impronte Alvignanello

Le vittime predilette di questo presunto animale di grossa taglia risultano essere anche nutrie e cani.

I corpi, parzialmente dilaniati e sbranati dei cinghiali, erano stati oggetto di una feroce aggressione da parte di un predatore classificato come ignoto anche dagli stessi Carabineri Forestali, giunti sul posto.

Un altro testimone poi racconterà che:

"La mattina del 7 Maggio stavamo camminando io e mio cugino lungo un tratto ricco di pietre del Fiume Volturno tra Alvignanello e Ruviano" ( Caserta), quando abbiamo notato a terra due carcasse di cinghiale, e quella di un cane, pesantemente predato. Un cinghiale era sbranato, e l'altro semi intatto, tutti però dissanguati e con chiari segni di "dentate" alla gola, punto nel quale presentavano due fori a circa 10 cm di distanza l'uno dell'altro, del diametro ognuno di alcuni cm, come se fossero stati azzannati da un branco di cani affamati. Abbiamo notato anche delle orme molto grandi somiglianti a quelle di un gigantesco pollo, a circa 20 metri da lì sul terriccio, che avevano tre dita molto lunghe. Fatto visionare il materiale anche a un esperto ha potuto confermare i segni tipici di predazione sui corpi delle carcasse".

Una parziale conclusione a cui sono giunte le Autorità Forestali Domenica 17 Maggio 2020, dopo l'ultimo sopralluogo per il rinvenimento di 10 orme, della peluria e una zampa di un cinghiale, recita che: ''I massimi esperti di orme di grossa taglia, dopo uno studio accurato delle tracce, hanno tendenzialmente escluso che si tratti di una specie di razza felide o canide nota, non solo per le enormi dimensioni delle impronte e per il numero di artigli, il cui "imprinting" esula dalla casistica zoologica del regno animale conosciuto, ma anche per le sue caratteristiche anatomiche, rilanciando la possibilità di un criptide.

La distanza che separa le tre dita artigliate varia in base alle orme rinvenute sul terreno.

E ciò denota una grande mobilità e dinamicità di movimento interdigitale delle stesse. Gli esperti inoltre non hanno escluso però che possa trattarsi anche di un animale noto che ha subito un'alterazione congenita agli arti inferiori, costringendolo al bipedismo''.

Tutto ciò sembrerebbe ricondurci alle strane presenze criptozoologiche che la Scienza cerca da tempo di individuare e mappare.

Chi è questo animale?

Un ibrido?

Una specie esotica poco conosciuta?

O un esemplare inselvatichito che ha subito una mutazione genetica?

Tutte le ipotesi sono aperte, per ora...

Curiosità:

Potrebbe trattarsi del mitologico chupacabra di cui trattiamo in questo sito?

Articolo introduttivo "Chupacabra mito o realta?"

Il primo avvistamento del mitico Chupacabra conosciuto anche come EBA (entità biologica anomala) risale al 1975 a Puerto Rico... [continua]

APPROFONDIMENTI:

Il Criptosauro di Alvignanello ascolta gli inquietanti sibili sonori della creatura

I resoconti testimoniali sino ad ora raccolti sui fatti di Alvignanello e dintorni non si limitano esclusivamente all'osservazione presunta dell'entità vagante, al rinvenimento di impronte o agli animali brutalmente predati, ma la casistica si allarga ad un più ampio spettro sino a gettare una luce più vasta su questo fenomeno verosimilmente a carattere criptozoologico...[continua]

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