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Uomo gatto di Rovigo, il mistero.

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Uomo gatto di Rovigo, il mistero.

Adriano Pasculli Marini assomigliava ad un gatto nelle fattezze del viso con orecchie tipicamente feline e il suo corpo era ricoperto da macchie di pelo, un mistero del 1890.

Il 20 settembre dell’anno 1980 nacque Adriano Pasculli Marini nella città di Adria, in provincia di Rovigo, nella regione Veneto.

Il bambino presentava un difetto delle labbra la Cheiloschisi o meglio noto come Labbro Leporino. In queste persone il labbro superiore è interessato da una malformazione congenita che causa la modifica dei tratti del viso. Il Labbro Leporino presenta una o più fessure, dovute alla malformazione, che all’osservatore ricordano le labbra di una lepre, da cui deriva la terminologia Labbro Leporino (lepre). La presenza di questa malformazione può causare problemi nell’alimentazione del bambino con conseguente possibile sviluppo anomalo della dentatura .

Ad oggi questa condizione è superata con la moderna chirurgia, mentre nel 1890 quando nacque Adriano era vissuta come una “vergogna” causa di forme discriminatorie. I genitori stessi descrivevano Adriano “strano” fin dalla nascita, ancora di più quando al bambino si formarono due escrescenze sul capo, al di sopra delle orecchie che ricordavano delle orecchie da gatto. Ad Adriano comparvero delle chiazze di folto “pelo” nel corpo. Tutte queste strane condizioni fecero attribuire al bambino il soprannome di Uomo gatto” in quanto la somiglianza con questo felino erano notevoli.

L’Uomo gatto di Rovigo

Uomo gatto di Rovigo
Illustrazione di fantasia. Foto di Alexa da Pixabay

I genitori del bambino notarono che crescendo queste strane caratteristiche si accentuavano sempre di più su Adriano. Al punto che la coppia decise di crescere Adriano rinchiuso in casa lontano da sguardi indiscreti.

Adriano condusse la sua vita sempre all’interno della sua abitazione studiando da privatista ma a vent’anni decise di proseguire gli studi, esponendosi al mondo, a Venezia. Il ragazzo, frequentemente vittima di scherno e pregiudizi, frequentò con successo l’Università ottenendo la laurea in Lettere e Filosofia nell’istituto Cà Frascari.

Adriano fu rapito e per diversi mesi fu incatenato in una gabbia e obbligato a esibirsi come fenomeno da baraccone. Il ragazzo fu salvato da questa condizione da Camillo Benso conte di Cavour, Ministro degli esteri del Regno d’Italia. Grazie all’attenzione di quest’uomo illustre Adriano fu preso in simpatia dalla popolazione veneziana.

Uomo gatto di Rovigo, il mistero.

Adriano si trasferì a Roma e lungo la sua vita conobbe personaggi illustri tra cui scrittori, come lui, e pensatori imparando a ballare il tango. Nel 1920 all’età di 30 anni Adriano iniziò a partecipare a importanti incontri della nobiltà dell’epoca con cui era in grado di intrattenere piacevoli, intelligenti e interessanti conversazioni.

Tuttavia in uno di questi incontri sociali ad Adriano giunse la voce che non era realmente apprezzato ma schernito dalla popolazione e dai suoi conoscenti. Questa diceria lo spinse a rifugiarsi in un abitazione a Trastevere, Roma, completamente solo rasentando la pazzia. Una pazzia che lo spinse a cercare e distruggere ogni suo scritto distribuito in Italia, come ogni sua singola fotografia, cancellando in pochi mesi il suo ricordo in Italia.

L’Uomo Gatto morì solo, forse nel sonno, con la compagnia di una coppia di amici che gli rimase vicino, a soli 49 anni. La coppia sparse le sue ceneri nel luogo che aveva donato ad Adriano molta serenità e soddisfazioni personali: la laguna di Venezia.

Mito o verità?

Si tratta di un mito o di una verità? L’Uomo gatto è una leggenda o si basa su fatti realmente accaduti? Purtroppo non vi sono prove di alcun tipo che riconducano alla vita di Adriano. Quindi l’Uomo Gatto di Rovigo forse non è mai esistito?

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